Correlazione. Sempre più difficile diversificare un portafoglio

La base di partenza per questo post è un report del fondo monetario internazionale che spiega come siano cambiate le cose, in termini di correlazione, fra i vari asset. Abbiamo un nuovo problema per i nostri portafogli?

www.forbes.com – Fonte dati: FMI – Goldman Sachs, Bank of America Merrill Lynch; Bloomberg, L.P.

Per leggere questo grafico occorre per prima cosa ricordare cosa significhi correlazione e cosa significa diversificare. La correlazione spiega i movimenti di una asset class rispetto ad un’altra. Quando si parla di correlazione positiva tra due asset significa che al crescere del primo asset cresce anche il secondo. Viceversa quando si parla di correlazione negativa. La diversificazione è quell’operazione con la quale si riduce il livello medio di rischio di un portafoglio investendo in strumenti tra di loro poco o negativamente correlati.

Il grafico sopra riportato ci spiega l’andamento della correlazione media tra le varie asset class di investimenti dal 1997 al 2015. In blu è evidenziato il periodo pre crisi del 2008, in grigio gli anni della crisi finanziaria ed in verde la situazione post crisi. Il messaggio che ci restituisce questo grafico è molto semplice: la correlazione media tra le asset class è decisamente aumentata dopo la crisi del 2008.

L’FMI identifica le cause di questo aumento in quattro punti: la globalizzazione dei mercati, l’aumento della liquidità, il massiccio utilizzo di derivati e strumenti a leva ed infine le politiche ultraespansive delle banche centrali.

Di questi quattro fattori la politica ultraespansiva sembra essere il principale. Uno schema di tassi di interesse prossimo alla zero ha incoraggiato l’assunzione di rischi finanziari che hanno scombussolato la normale relazione tra i prezzi delle varie asset class.

L’aumento della correlazione delle asset class ha generato una distorsione che, in vista di una possibile inversione del trend sui mercati, potrebbe rivelarsi una vera e propria bomba. Finchè tutto andava bene ed i mercati crescevano nessuno ha sollevato obiezioni – in fin dei conti c’era da stropicciarsi gli occhi a veder salire sia le obbligazioni che le azioni – ora qualcuno inizia ad accorgersi dell’inghippo.

Il problema è serio. Una maggiore correlazione implica una minore diversificazione e quindi l’aumento del rischio del nostro portafoglio; in altre parole i nostri portafoglio sono diventati, in media, più rischiosi.

Non è il caso di farsi prendere dal panico. Tolto l’effetto banche centrali la situazione potrebbe tendere a tornare a livelli più accettabili, in questo caso il problema sarebbe di breve e medio termine non inficiando il lungo periodo – arco temporale dove meglio si evidenzia il vantaggio della diversificazione.  In ogni caso è bene prepararsi ad applicare – o introdurre – una serie di tattiche capaci di contenere questo potenziale maggior rischio. Come? Ad esempio puntando di più su concetti quali l’immunizzazione del portafoglio ed iniziando a sfruttare le potenzialità dei nuovi prodotti multifattoriali che – recenti analisi lo dimostrano –  se utilizzati correttamente rispetto alle varie fasi del ciclo economico riescono a ridurre la volatilità di un’asset.

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