Sfondo scuro Sfondo chiaro
Giappone, inflazione core stabile a maggio 2026
Settimana economica (15-20 giugno 2026): Unicredit Commerzbank fine primo tempo, G7 e secondo China Shock, brutta settimana per Accenture

Settimana economica (15-20 giugno 2026): Unicredit Commerzbank fine primo tempo, G7 e secondo China Shock, brutta settimana per Accenture

La settimana economica dal 15 al 20 giugno 2026 ha visto protagoniste le banche centrali, l’offerta di Unicredit su Commerzbank e la brutta settimana di Accenture

La settimana economica dal 15 al 20 giugno 2026 ha visto protagoniste le grandi banche centrali (BoJ, Fed, BoE), ma ha messo sotto i riflettori anche diverse importanti società quotate. Dalla chiusura delle prima fase dell’offerta di UniCredit su Commerzbank, al pesante tonfo in borsa della società di consulenza Accenture. Nel frattempo, ad Eviàn, il G7 parla evidenzia un potenziale secondo China Shock legato alle esportazioni tecnologiche. Schiarite e nubi continuano ad avvicendarsi sotto i cieli del Golfo, mentre l’IEA vede una domanda la ribasso per il petrolio nel 2026.

Italia, Unicredit avanza su Commerzbank

In settimana si è chiusa la prima fase dell’offerta di UniCredit su Commerzbank, ma la partita resta apertissima, visti anche i ribaditi no da parte del governo tedesco. Il periodo di adesione ordinario è terminato il 16 giugno con un’adesione del 12,51% del capitale tedesco; sommata al 26,77% già in mano a Piazza Gae Aulenti, la quota sale matematicamente al 39,28%, una percentuale che secondo i calcoli fatti dall’agenzia Bloomberg potrebbe arrivare a oltre il 42% considerando gli strumenti derivati. La finestra di adesione si riapre comunque dal 20 giugno al 3 luglio, con il risultato finale atteso per l’8 luglio.

Pubblicità

Sullo sfondo, però, si muove anche la magistratura: il 15 giugno la Procura di Francoforte ha aperto un fascicolo, a seguito di un esposto dei lavoratori, su una possibile manipolazione nelle modalità di adesione all’offerta, con particolare attenzione al concambio a sconto rispetto al prezzo di mercato e al ruolo degli strumenti derivati. UniCredit respinge le accuse, ma il dossier giudiziario si aggiunge a un’operazione che il management tedesco continua a giudicare inadeguata sul piano industriale. Un caso complesso che intreccia politica ed economia.

Europa, BCE difende il rialzo

Sul fronte BCE, la settimana ha portato la prima vera giustificazione a posteriori del rialzo dell’11 giugno. Il capo economista Philip Lane, in un’intervista alla conferenza Reuters NEXT Europe, ha definito la decisione di portare i tassi dal 2% al 2,25% una “decisione semplice”, quasi obbligata. Pur riconoscendo che i prezzi energetici sono scesi dopo l’intesa preliminare tra Washington e Teheran, Lane ha avvertito che restano sopra i livelli pre-conflitto e che l’inflazione resterà sopra il 3% per circa un anno: un eventuale nuovo intervento, ha precisato, dipenderà dai dati in arrivo, lasciando aperta la porta a un bis a luglio. Sulla stessa linea il governatore della banca centrale slovacca Peter Kazimir, che il 15 giugno ha parlato del rialzo di giugno come di un “primo passo”, sottolineando che lo shock energetico esterno si sta ormai propagando lungo la catena produttiva. I mercati continuano a prezzare circa 43 punti base di ulteriori rialzi entro fine anno, ma Lagarde non si è sbilanciata su tempi e entità: la prossima riunione è fissata per il 23 luglio.

Stati Uniti, l’intelligenza artificiale spaventa l’IT

Sul fronte macro, Fed a parte, la settimana è stata relativamente tranquilla: le richieste di sussidio di disoccupazione nella settimana terminata il 13 giugno sono scese a 226.000 unità, da un dato rivisto di 230.000 della settimana precedente, segnale di un mercato del lavoro che resta solido senza sorprese particolari.

A muovere i mercati è stata piuttosto Accenture, che il 18 giugno ha registrato il peggior giorno della sua storia in borsa, con un calo superiore al 18%. I conti del terzo trimestre fiscale 2026 mostravano ricavi in crescita del 6% a 18,7 miliardi di dollari e un utile per azione di 3,80 dollari, sopra le attese; a spaventare gli investitori sono stati però il calo dei nuovi contratti (-2% annuo, -13% rispetto al trimestre precedente) e il taglio della guidance annuale sui ricavi dal 3-5% al 3-4% in valuta locale. La guerra in Medio Oriente avrebbe sottratto circa 400 milioni di dollari di vendite nel trimestre. Lo stesso giorno Accenture ha annunciato acquisizioni per 4,18 miliardi di dollari nella cybersecurity industriale (quota di controllo in Dragos, acquisizione totale di runZero e NetRise), ma non è bastato a rassicurare il mercato: Morgan Stanley ha declassato il titolo, e lo stesso giorno hanno perso terreno anche Capgemini, Infosys, Cognizant e IBM. Il timore di fondo riguarda la sostenibilità del modello di business della consulenza IT di fronte all’automazione portata dall’intelligenza artificiale agentiva.

Resto del Mondo, Evian e il secondo China Shock

Il G7 di Évian (15-17 giugno) si chiude con un risultato che gli osservatori internazionali leggono più sul piano della tenuta politica che delle decisioni concrete: nessuna divisione visibile tra Stati Uniti ed Europa su Ucraina, Iran e sicurezza energetica. Sul fronte economico, i leader hanno approvato una dichiarazione su una crescita più equilibrata, duratura e resiliente, dedicata agli squilibri macroeconomici globali: la Cina viene indicata come responsabile di un “secondo China shock” legato alle esportazioni tecnologiche (su tutte, i veicoli elettrici), mentre la ricetta proposta passa da una crescita dei consumi interni cinesi e da politiche di risparmio negli Stati Uniti. Approvata anche una dichiarazione, sostenuta dall’Australia in qualità di partner G7, sulle catene del valore dei minerali critici.

Sul petrolio, l’Oil Market Report di giugno dell’IEA rivede al ribasso le stime di domanda globale 2026, ora attesa in calo di 1,1 milioni di barili al giorno su base annua (-700.000 b/g rispetto al report di maggio), dopo un secondo trimestre in cui le consegne sono crollate di 5 mb/g per l’effetto dei prezzi più alti e delle interruzioni nella disponibilità dei prodotti. L’offerta globale dovrebbe scendere di 3,9 mb/g a 102,4 mb/g nel 2026, con una produzione di maggio già 13,6 mb/g sotto i livelli pre-conflitto; le scorte osservate hanno accelerato il calo a 143 milioni di barili nel solo mese di maggio. L’agenzia segnala che l’intesa preliminare tra Stati Uniti e Iran apre alla possibilità di una ripresa delle esportazioni del Golfo, ma restano rischi legati allo sminamento delle rotte e agli accordi di transito ancora da definire.

Proprio su questo fronte, la settimana ha visto sviluppi rapidi quanto contraddittori. Il memorandum d’intesa Usa-Iran, ribattezzato “Memorandum di Islamabad”, è stato firmato elettronicamente la sera di mercoledì 17 giugno, non al Bürgenstock come inizialmente previsto: prevede la cessazione delle ostilità su tutti i fronti incluso il Libano, la revoca del blocco navale statunitense sui porti iraniani, l’impegno di Teheran a non sviluppare armi nucleari (con lo status dell’uranio arricchito demandato ai negoziati tecnici dei prossimi sessanta giorni) e un fondo statunitense da 300 miliardi di dollari condizionato al raggiungimento di un accordo definitivo.

L’incontro di persona previsto per venerdì 19 al Bürgenstock è stato però rinviato, tra tensioni legate a nuovi raid israeliani in Libano meridionale. Nel frattempo, giovedì sono transitate per lo Stretto di Hormuz 25 navi mercantili, un numero senza precedenti da metà aprile secondo i dati di monitoraggio marittimo AXS Marine: un primo segnale di normalizzazione del traffico, anche se diversi armatori segnalano che sul piano operativo “non è cambiato nulla”.

Resta aggiornato

Gli ultimi articoli di Ekonomia.it direttamente nella tua casella mail. Iscriviti qui sotto.
I dati trasmessi attraverso questo modulo sono trattati secondo la nostra privacy policy, in linea con la normativa vigente. Per nessun motivo verranno ceduti a terze parti o utilizzati per l'invio di messaggi di natura commerciale.
Post precedente

Giappone, inflazione core stabile a maggio 2026

Pubblicità