L’inflazione annua in Australia è scesa al 3,8% a giugno 2026, sotto le attese del mercato (4,0%) e in rallentamento rispetto a maggio, pur restando oltre il target del 2-3% della banca centrale. Il calo è stato favorito soprattutto dalla frenata dei prezzi dei beni, grazie alla discesa dei carburanti che ha ridotto i costi dei trasporti. In rallentamento anche i prezzi di sanità e abbigliamento, mentre i costi di abitazioni e l’inflazione dei servizi hanno continuato ad accelerare. Il dato treammed mean – al netto delle oscillazioni più accentuate – resta stabile al 3,6%, un decimo meglio delle attese. Su base mensile, i prezzi sono diminuiti dello 0,1%, registrando il secondo calo consecutivo e sorprendendo positivamente gli analisti. Su base trimestrale i prezzi al consumo sono saliti dello 0,6% nel secondo trimestre 2026, in netto rallentamento rispetto al primo trimestre dell’anno e un decimo sotto le attese del mercato.
Germania, rallenta la crescita dei prezzi delle importazioni a giugno 2026.
A giugno 2026 i prezzi all’importazione in Germania sono aumentati del 6,1% su base annua, in rallentamento rispetto al 6,8% di maggio ma leggermente sopra le attese del mercato. L’incremento continua a essere trainato dall’energia, sebbene con un ritmo meno sostenuto, mentre si rafforzano i rincari dei beni intermedi e dei beni strumentali, sostenuti soprattutto dall’aumento dei prezzi dei metalli. Al contrario, i beni di consumo restano in territorio negativo, con un calo più marcato per quelli non durevoli. Su base mensile, i prezzi all’importazione sono diminuiti dello 0,7%, interrompendo una fase di rialzo che durava da cinque mesi.
Gran Bretagna, cresce il credito al consumo a giugno 2026.
Nel Regno Unito il credito al consumo è salito a 1,8 miliardi di sterline a giugno 2026, superando le attese e confermando una domanda di finanziamenti ancora sostenuta. L’aumento è stato trainato soprattutto dalle carte di credito, mentre si è ridotto il ricorso a prestiti personali e finanziamenti auto. Anche le approvazioni di nuovi mutui sono cresciute oltre le previsioni, pur restando vicine ai minimi degli ultimi due anni a causa degli elevati costi di finanziamento. I prestiti ipotecari netti hanno registrato un forte balzo, mentre i tassi sui nuovi mutui e su quelli in essere hanno continuato a salire, raggiungendo i livelli più elevati degli ultimi anni.
Stati Uniti, tasso medio sui mutui trentennali tocca i massimi da agosto 2025.
Negli Stati Uniti, il tasso medio dei mutui trentennali a tasso fisso è salito al 6,76% nella settimana conclusa il 24 luglio 2026, raggiungendo il livello più alto da agosto 2025. L’aumento riflette il rialzo dei rendimenti dei Treasury, alimentato dai timori di un’inflazione persistente e dall’aspettativa che la Federal Reserve mantenga una politica monetaria restrittiva più a lungo. Le tensioni geopolitiche e il rischio di nuovi rincari energetici hanno ulteriormente sostenuto i rendimenti. Il costo più elevato dei finanziamenti continua a frenare il mercato immobiliare: le richieste complessive di mutui sono diminuite del 6,4%, con un calo sia delle nuove domande sia delle surroghe.
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