Sfondo scuro Sfondo chiaro
Fondo pensione aperto o chiuso: le differenze che contano davvero
Regno Unito, inflazione scende ad aprile 2026 con l’energy price cap

Regno Unito, inflazione scende ad aprile 2026 con l’energy price cap

Nel Regno Unito l’inflazione ad aprile 2026 è rallentata al 2,8% su base annua. È l’effetto dell’energy price cap, ma i segnali che arrivano dalla core mensile e dall’indice PPI non rassicurano.

Nel mese di aprile 2026 l’inflazione nel Regno Unito è scesa al 2,8% su base annua, cinque decimi in meno rispetto al mese precedente e due sotto le attese del mercato. Un risultato che può sembrare sorprendente e controcorrente, ma che ha la sua spiegazione nell’entrata in vigore – proprio dal 1° aprile – del tetto al costo dell’energia voluto dal governo Starmer. Un intervento che ha permesso di controbilanciare l’aumento del costo dei carburanti (+23%, massimo da settembre 2022). Su base mensile la variazione è stata dello 0,7%, stessa percentuale del mese precedente.

La vera buona notizia per la BoE arriva dal dato core. La variazione annua dell’inflazione di fondo scende al 2,5%, un decimo meglio delle attese e minimo da metà 2021. Significativo il calo dell’inflazione sui servizi, mentre accelera quella sui beni (primo timido segnale di seconda ondata della crisi energetica). Altro piccolo segnale: su base mensile la core sale dello 0,7%, un decimo in più del mese precedente, massimo a un anno e terzo mese consecutivo di accelerazione.

Pubblicità

Numeri decisamente più cupi arrivano dall’indice PPI. I prezzi alla produzione sono saliti, per la parte di input, del 7,7% su base annua, quasi due punti oltre le attese e massimo da febbraio 2023. Su base mensile l’incremento è stato del 2,4%, oltre un punto sopra le attese.

Cina, banca centrale lascia invariati i tassi prime a 1 e 3 anni.

La banca centrale cinese ha lasciato invariati i tassi prime di riferimento per i prestiti a 1 e 5 anni. La scelta, in linea con le attese, conferma un atteggiamento prudente ed attendista da parte dell’istituto centrale, anche di fronte a dati macro in peggioramento. Il riferimento a 1 anno rimane fermo al 3%, quello a 5 anni al 3,5%.

Germania, prezzi alla produzione tornano a crescere per la prima volta da febbraio 2025.

Ancora segnali di inflazione sul fronte della produzione. In Germania l’indice PPI ha registrato una variazione su base annua del +1,7% ad aprile 2026. Si tratta del primo mese di inflazione dal febbraio 2025, della crescita più alta da maggio 2023 e di un dato leggermente superiore alle attese. L’aspetto che più potrebbe preoccupare è la lettura al netto della componente energia, cresciuta dell’1,6% su base annua. Su base mensile l’incremento è stato dell’1,2%, in rallentamento rispetto a marzo ma un decimo sopra le attese.

Indonesia, banca centrale alza i tassi oltre le attese in difesa della rupiah.

La banca centrale indonesiana ha alzato i tassi di interesse. Una mossa attesa dai mercati, anche se le previsioni erano per un incremento di 25 punti base. La scelta è invece caduta per un aumento di mezzo punto percentuale, una risposta forte – primo rialzo da aprile 2024 – per tentare di frenare l’accelerazione dell’inflazione e soprattutto dare sostegno alla valuta locale, sotto forte pressione in queste settimane come molte altre valute asiatiche.

Stati Uniti, il rialzo dei rendimenti porta il tasso sui mutui trentennali ai massimi da 7 settimane.

Il tasso medio sui mutui trentennali negli Stati Uniti è salito al 6,56%, dieci punti base in più rispetto al rilevamento precedente e massimo a sette settimane. È l’effetto del rialzo dei rendimenti sui titoli di stato statunitensi, frutto delle preoccupazioni sull’inflazione e sulla sostenibilità dei conti pubblici. L’aumento del costo dei mutui si riversa nell’andamento delle richieste. La settimana scorsa le pratiche aperte sono scese del 2,3%.

Foto di Dean Moriarty

Resta aggiornato

Gli ultimi articoli di Ekonomia.it direttamente nella tua casella mail. Iscriviti qui sotto.
I dati trasmessi attraverso questo modulo sono trattati secondo la nostra privacy policy, in linea con la normativa vigente. Per nessun motivo verranno ceduti a terze parti o utilizzati per l'invio di messaggi di natura commerciale.
Post precedente

Fondo pensione aperto o chiuso: le differenze che contano davvero

Pubblicità