A inizio 2026 il commercio estero cinese ha mostrato una dinamica particolarmente robusta. Le esportazioni sono cresciute del 21,8% su base annua, raggiungendo 656,6 miliardi di dollari, un ritmo nettamente superiore sia al +6,6% di dicembre sia alle attese di mercato. Si tratta dell’espansione più rapida dall’ottobre 2021, sostenuta da una domanda globale solida e da un avvio d’anno favorevole. Le vendite sono aumentate verso numerosi partner asiatici ed europei, mentre hanno registrato una contrazione verso gli Stati Uniti. L’industria cinese ha infatti compensato l’impatto dei nuovi dazi statunitensi reindirizzando le esportazioni verso il Sud-Est asiatico, l’Africa e l’America Latina.
Anche le importazioni hanno mostrato vigore, salendo del 19,8% a 442,9 miliardi di dollari, il ritmo più sostenuto dall’inizio del 2022, sostenuto dalla domanda interna e dalle festività. Il surplus commerciale ha così raggiunto 213,6 miliardi di dollari. Gli analisti ritengono che la solidità dell’export possa ritardare nuove misure di stimolo economico.
Australia, fiducia consumatori migliora a marzo 2026.
L’indice di fiducia dei consumatori Westpac–Melbourne Institute in Australia è aumentato dell’1,2% mensile a 91,6 nel marzo 2026, invertendo il calo del mese precedente e segnando il primo recupero da novembre. Le valutazioni sulle finanze familiari risultano eterogenee: migliora il giudizio rispetto all’anno passato (+1,8% a 80,2), mentre le aspettative per i prossimi dodici mesi calano lievemente a 97,6. Peggiorano le prospettive economiche a un anno (-2,9%), ma l’orizzonte quinquennale migliora (+2,4%). Si rafforza inoltre la propensione all’acquisto di beni durevoli. Aumentano anche le attese di disoccupazione. Secondo Westpac, il quadro resta misto e incertezza globale attenua dinamica dei consumi.
Giappone, crescita ultimo trimestre 2025 più solida delle stime preliminari.
Nel quarto trimestre del 2025 l’economia giapponese ha registrato una crescita annualizzata dell’1,3%, nettamente superiore alla stima preliminare dello 0,2% e alle attese di mercato, segnando un recupero dopo la contrazione del 2,6% del trimestre precedente. L’espansione è stata sostenuta soprattutto dalla domanda interna: i consumi privati si sono mantenuti solidi nonostante il caro vita, la spesa pubblica è aumentata grazie agli stimoli fiscali del governo e gli investimenti aziendali hanno mostrato una decisa ripresa. Il commercio estero non ha contribuito alla crescita, con esportazioni e importazioni ancora deboli. A gennaio 2026, tuttavia, la spesa delle famiglie è calata dell’1% annuo e del 2,5% mensile.
Germania, esportazioni in calo a gennaio ma migliora bilancia commerciale.
Nel gennaio 2026 la bilancia commerciale tedesca ha registrato un surplus di 21,2 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 15,9 miliardi dello stesso mese dell’anno precedente e ben oltre le attese di mercato. Si tratta del livello più elevato dall’agosto 2024. Le esportazioni sono diminuite del 2,3% su base mensile a 130,5 miliardi, penalizzate soprattutto dal calo delle spedizioni verso i partner dell’Unione Europea, in particolare dell’area euro. Al contrario, le vendite verso i paesi terzi sono cresciute dell’1%, sostenute da un forte aumento delle esportazioni verso gli Stati Uniti. Le importazioni sono invece scese più marcatamente (-5,9%) a 109,2 miliardi, minimo da diciassette mesi, con contrazioni diffuse sia dall’UE sia dai paesi extraeuropei, tra cui Cina e Stati Uniti.
In Francia, il deficit commerciale si è ridotto sensibilmente a 1,8 miliardi di euro, minimo dal 2009, grazie a un moderato aumento delle esportazioni e a un calo più marcato delle importazioni.
Stati Uniti, report settimanale ADP continua a segnalare aumento occupazione.
Il report settimanale dell’ADP sugli occupati nel settore privato statunitense continua a segnalare un incremento dei posti di lavoro, un dato in costrasto con quanto emerso dal report ufficiale di febbraio 2026. Nelle quattro settimane chiuse il 21 febbraio, i nuovi posti di lavoro sono stati in media 15.500 a settimana, stesso risultato della rilevazione precedente e massimo da novembre scorso.
Stati Uniti, fiducia piccole imprese in calo anche a febbraio 2026.
Nel febbraio 2026 l’indice NFIB Small Business Optimism negli Stati Uniti è sceso per il secondo mese consecutivo, attestandosi a 98,8 rispetto ai 99,3 di gennaio e al di sotto delle attese di mercato. Nonostante il lieve calo dell’ottimismo, molte piccole imprese segnalano maggiore certezza sulle prospettive dei prossimi mesi. Le aspettative di aumento delle vendite reali sono diminuite sensibilmente, mentre l’importanza della qualità del lavoro e le difficoltà legate alle catene di approvvigionamento risultano in graduale attenuazione.
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