Brutta lettura per il mercato del lavoro negli Stati Uniti a febbraio 2026. L’economia a stelle e strisce ha perso 92 mila posti di lavoro, primo segno meno da ottobre 2025 e in controtendenza rispetto alle attese (+59 mila). Rivisto al ribasso – 4 mila posti in meno – anche il dato di gennaio.
L’occupazione nel settore privato scende di 86 mila unità, con 12 mila posti persi nella manifattura: si tratta del peggior dato dal 2020. Continua il trend negativo nel settore pubblico, con altri 6 mila posti in meno. La partecipazione scende di un decimo e si ferma al 62%, si tratta del terzo calo consecutivo, ben cinque decimi in meno rispetto a novembre scorso.
Il tasso di disoccupazione sale al 4,4%, un decimo oltre le attese, con un totale di oltre 200 mila nuovi disoccupati. La misura più larga di disoccupazione (la U-6) registra, invece, una riduzione di due decimi e si ferma al 7,9%.
Sul fronte dei salari si registra un lieve aumento della pressione. La variazione mensile della paga oraria sale allo 0,4%, mentre la variazione annua tocca il 3,8%; entrambi i dati sono superiori di un decimo rispetto alle attese.
In definitiva, come detto, si tratta di numeri piuttosto preoccupanti, ma come per tutte le statistiche, anche per il mercato del lavoro USA occorrerà attendere i prossimi mesi per capire se l’economia sta dando segnali di sofferenza. Di certo questo report non aiuta la Fed, per di più in un momento nel quale si fa largo l’ipotesi di un ritorno dell’inflazione e qualcuno vede tornare a farsi viva, in un’orizzonte molto sfocato, la minaccia stagflattiva.
Eurozona, crescita quarto trimestre 2025 rivista al ribasso.
L’economia dell’area euro ha chiuso il quarto trimestre 2025 con una crescita dello 0,2%, leggermente inferiore alle stime iniziali e più debole rispetto allo 0,3% del trimestre precedente. Nonostante inflazione in calo e tassi d’interesse più bassi, la ripresa rimane moderata. Se i consumi delle famiglie mostrano un’accelerazione, rallentano investimenti e spesa pubblica ed il contributo delle esportazioni nette rimane negativo. Tra le principali economie spicca la Spagna (+0,8%). Germania e Italia crescono in modo contenuto, mentre la Francia resta più debole. Su base annua il PIL aumenta dell’1,2%, con il 2025 che chiude a +1,4%, meglio rispetto al 2024.
Stati Uniti, vendite al dettaglio in rallentamento a gennaio 2026.
Dopo lo stallo di dicembre, le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono scese dello 0,2% su base mensile a gennaio 2026. Si tratta del primo segno meno da ottobre ma leggermente migliore rispetto alle attese. Contributo negativo dalle vendite di abbigliamento e auto, mentre il control group (le voci che contribuiscono al calcolo del PIL) registrano un incremento su base mensile dello 0,3%. Su base tendenziale le vendite al dettaglio salgono del 3,2%
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