Per quel che riguarda il costo del lavoro, i dati preliminari sull’ultimo trimestre del 2025 ci dicono che – dopo due trimestri di calo – il costo per unità di lavoro è tornato a crescere negli Stati Uniti, specialmente nel settore manifatturiero.
L’indice registra una variazione del 2%, due decimi oltre le attese, frutto di un aumento dei salari del 5,7% e della produttività del 2,8% (meglio delle attese ma meno del trimestre precedente).
Come detto, è particolarmente significativa la situazione nel settore manifattura, dove il costo per unità di lavoro è salito dell’8,3%, massimi dal terzo trimestre del 2022. All’aumento della componente salari (+6,2%) si è aggiunto un calo della produttività pari all’1,9%.
Australia, esportazioni in flessione a gennaio 2026.
A gennaio 2026 le esportazioni australiane sono scese dello 0,9% su base mensile, toccando il minimo a cinque mesi. Una domanda estera più debole e fattori stagionali sono tra le cause della flessione. Nello stesso periodo le importazioni sono cresciute dello 0,8%, confermando il buon momento dei consumi interni. Nel complesso la bilancia commerciale aussie lima a 2,63 miliardi di dollari australiani il surplus, in calo rispetto a decembre e sotto le attese del mercato.
Eurozona, vendite al dettaglio in calo nel mese di gennaio 2026.
A gennaio scorso le vendite al dettaglio nell’area Euro sono scese dello 0,1% su base mensile. Si tratta del primo segno meno da agosto scorso e di un dato in controtendenza rispetto alle attese. A scendere sono state le spese ben beni non alimentari, in particolare quelle per il carburante. A livello nazionale spicca il -0,9% della Germania, mentre numeri in crescita si sono registrati per Francia, Spagna e Italia. Su base tendenziale la situazione è in miglioramento: a gennaio l’incremento annuo è stato del 2%, tre decimi sopra le attese del mercato.
Eurozona, settore costruzioni ancora in contrazione a febbraio 2026
Prosegue il lungo periodo di debolezza del settore costruzioni nell’area Euro. Il sondaggio PMI di febbraio 2026 mostra un leggero miglioramento all’interno di un quadro che rimane di contrazione. L’indicatore è risalito a 46 punti, secondo miglior risultato da settembre scorso. L’Italia torna sopra quota 50, mentre Francia (leggero miglioramento) e Germania (nuovo calo) rimangono ben al di sotto della linea di demarcazione tra espansione e contrazione.
Eurozona, produzione industriale: numeri misti per Francia e Spagna
A gennaio 2026 è tornata a salire la produzione industriale in Spagna, seppur con un ritmo molto inferiore alle attese del mercato e solo su base tendenziale. L’output sale dello 0,3% su base annua, mentre su base mensile si registra un nuovo calo (-0,4%). In Francia si rivede il segno più anche su base mensile. Dopo il calo di dicembre, la produzione è salita dello 0,5%, in linea con le attese. Su base annua l’incremento è dell’1,9%.
Stati Uniti, mercato del lavoro.
A febbraio gli annunci di tagli occupazionali negli Stati Uniti sono scesi rispetto al mese precedente e allo stesso mese del 2025. Nel complesso i posti di lavoro in chiusura sono poco più di 48 mila, di cui quasi 12 mila nel settore tecnologico. Proprio il settore tecnologico guida la classifica dei tagli occupazionali annunciati da inizio 2026, con oltre 33 mila posizione a rischio chiusura.
Nel frattempo le nuove richieste di sussidi di disoccupazione rimangono stabili a quota 213 mila, leggermente sotto le attese e ben al di sotto della media a due anni. Dato leggermente sopra le attese per quel che riguarda i sussidi continuativi, cresciuti a 1,868 milioni.
Stati Uniti, salgono prezzi esportazioni a gennaio 2026.
A gennaio 2026 i prezzi delle esportazioni statunitensi sono saliti per il secondo mese consecutivo, registrando un +0,6% su base mensile; il doppio rispetto alle attese. Su base annua la variazione è stata del 2,6%. Stabile, invece, la crescita dei prezzi delle importazioni al +0,2% su base mensile e in flessione di un decimo su base annua.
Foto di Pawel Szymczuk






