Secondo i dati preliminari, e in controtendenza rispetto ai dati di Francia e Spagna, l’inflazione in Germania è cresciuta meno delle attese a febbraio 2026. L’indice dei prezzi al consumo ha registrato una variazione annua dell’1,9%, un decimo sotto le attese e due sotto il dato di gennaio. Su base mensile l’incremento è stato dello 0,2% contro attese di un + 0,5%. Il dato annuo armonizzato si ferma al 2% tondo, un decimo sotto le attese e il riferimento precedente; in perfetta linea con il target BCE.
Giappone, numeri positivi da vendite al dettaglio e produzione industriale a inizio 2026.
A gennaio 2026 le vendite al dettaglio in Giappone sono salite dell’1,8% su base annua, in controtendenza rispetto al mese precedente e alle attese del mercato; si tratta del miglior risultato da giugno scorso. Su base mensile la crescita è stata del 4,1%, massimo dal settembre del 2019.
Sul fronte della produzione industriale, invece, i numeri sono inferiori alle aspettative. La crescita dell’output a gennaio 2026 è stata del 2,2%, meno della metà rispetto alle attese, ma primo segno positivo da ottobre scorso. Parte da leone per il settore auto con un +9% su base mensile. Su base annua si registra il secondo mese di crescita consecutivo, un +2,3% che è di tre decimi più basso rispetto a dicembre scorso.
Gran Bretagna, fiducia dei consumatori torna a scendere a febbraio 2026.
A febbraio la fiducia dei consumatori inglesi torna a scendere dopo due mesi di miglioramento consecutivi. L’indice elaborato da GfK si ferma a -16, un punto peggio delle attese e minimo da novembre scorso. Più dell’inflazione, a preoccupare le famiglie inglesi sono le condizioni del mercato del lavoro e i bassi tassi di crescita dei salari.
Eurozona, inflazione in risalita per Francia e Spagna.
La stima flash indica un’inflazione che riaccelera in Francia e Spagna a febbraio 2026. Per la Francia la variazione annua sale all’1% dallo 0,3% del mese precedente, due decimi oltre le attese. Il dato armonizzato sale all’1,1%, quattro decimi oltre le attese e sette in più rispetto al mese precedente.
In Spagna la variazione annua rimane stabile al 2,3% ma su base mensile la crescita dei prezzi al consumo è stata dello 0,4%, in controtendenza rispetto a gennaio. L’inflazione core sale al 2,7% su base annua, un decimo oltre il riferimento precedente. Su base armonizzata l’inflazione risale al 2,5%, due decimi oltre le attese e uno in più di gennaio.
Eurozona, aspettative di inflazione in rallentamento a gennaio 2026.
Secondo il sondaggio della BCE, a gennaio 2026 le aspettative di inflazione dei consumatori dell’area Euro è scesa al 2,6%, due decimi in meno del mese precedente e minimo a sei mesi. L’inflazione attesa a medio termine resta ferma al 2,6%, mentre quella a 5 anni scende di un decimo, al 2,3%. Numeri che mostrano aspettative ben ancorate e un grado di incertezza che si mantiene stabile rispetto a gennaio.
India, crescita quarto trimestre solida ma in rallentamento.
Nel trimestre concluso a dicembre 2025, il PIL reale dell’India è cresciuto del 7,8% su base annua: un lieve rallentamento rispetto all’8,4% precedente – massimo degli ultimi sei trimestri – ma ben oltre le attese di mercato (7,2%). Pur in decelerazione, l’India ha mantenuto il ritmo più sostenuto tra le economie del G20, dimostrando resilienza ai dazi statunitensi del 50% introdotti in agosto. A sostenere l’attività hanno contribuito maggiori spese pubbliche e tagli all’imposta sul valore aggiunto di beni e servizi, che hanno rafforzato consumi privati (+8,7%) e fiducia. Più moderati investimenti e spesa pubblica; negativa la domanda estera netta. Rivista al 7,6% la crescita per l’anno fiscale 2026.
Stati Uniti, indice dei prezzi alla produzione a gennaio 2026.
A gennaio 2026 i prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,5% su base mensile, oltre le attese (+0,3%) e dopo il +0,4% rivisto di dicembre. La spinta è arrivata soprattutto dai servizi (+0,8%), ai massimi da luglio, trainati dall’impennata dei margini nel commercio all’ingrosso di attrezzature professionali. In rialzo anche abbigliamento, chimica e telecomunicazioni. I beni hanno invece registrato un calo dello 0,3%, il più marcato da marzo 2025, per effetto del crollo della benzina (-5,5%). Su base annua l’indice generale è salito del 2,9%, mentre la componente core ha accelerato allo 0,8% mensile e al 3,6% annuo, ben sopra le previsioni.
Canada, niente crescita nel quarto trimestre 2025.
Nel quarto trimestre 2025 l’economia canadese ha registrato una battuta d’arresto: il PIL si è contratto dello 0,6% su base annualizzata, in netto calo rispetto al +2,4% precedente e sotto le attese di stabilità. In termini trimestrali, la flessione è stata dello 0,2%, dovuta soprattutto al ridimensionamento delle scorte aziendali dopo gli accumuli estivi. A mitigare l’impatto hanno contribuito export, consumi delle famiglie e investimenti pubblici. Le esportazioni sono salite dell’1,5%, a fronte di importazioni in lieve aumento (+0,3%). A gennaio 2026 il PIL è rimasto invariato, dopo il +0,2% di dicembre. Segnali misti dai settori: bene manifattura e servizi, in calo l’energia.
Foto di Noel







