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Eurozona, fiducia settore privato frena a febbraio 2026

A febbraio 2026 la fiducia del settore privato dell’Eurozona scende a sopresa, con l’Economic Sentiment Indicator che si ferma a 98,3 punti. Negli Stati Uniti calano i sussidi di disoccupazione continuativi.

A febbraio la fiducia del settore privato dell’Eurozona scende a sorpresa, segnalando qualche dubbio sulla forza della ripresa degli ordini e un po’ di pressione in più sul fronte dei prezzi. L’Economic Sentiment Indicator si ferma a 98,3 punti, un punto in meno rispetto a gennaio e 1,5 punti sotto le attese del mercato. Il sentiment peggiora nella manifattura, nel settore dei servizi e delle costruzioni. Leggeri miglioramenti si registrano per quel che riguarda la fiducia di consumatori e dei commercianti al dettaglio. A livello nazionale le frenate più consistenti si registrano in Francia (quasi tre punti in meno) e in Italia; situazione stabile in Spagna, mentre lievi flessioni si registrano anche in Germania e Olanda.

Si diceva dei prezzi. L’aspettativa su quelli di vendita sale a 11,5 punti, massimo dal marzo del 2023, mentre la componente del sondaggio relativa all’inflazione attesa dai consumatori guadagna oltre un punto, a 25,8.

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Eurozona, continua crescita prestiti a settore privato.

I prestiti al settore privato nell’area Euro sono cresciuti anche nel mese di gennaio 2026. Il ritmo si fa un po’ però più lento. I prestiti alle famiglie sono saliti del 3% su base annua, un decimo in meno delle attese ed allo stesso ritmo di dicembre scorso. I finanziamenti alle imprese, invece, hanno registrato un incremento su base annua del 2,8%, due decimi in meno rispetto al riferimento precedente. Nel complesso, il credito al settore privato è salito del 3,3% su base annua, stessa percentuale registrata a dicembre 2025.

Stati Uniti, sussidi di disoccupazione salgono meno delle attese.

La scorsa settimana le nuove richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono state 212 mila, 3 mila in meno rispetto alle attese e in leggera crescita rispetto alla settimana precedente. Il ritmo si conferma inferiore alla media degli ultimi due anni, suggerendo un mercato del lavoro sostanzialmente in salute. A conferma di ciò c’è anche il dato sui sussidi continuativi, scesi a 1,833 milioni. Si tratta di una delle letture più basse degli ultimi 10 mesi.

Foto di NoName_13

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