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La Spagna cresce più di tutti in Europa, ma il FMI avverte: consolidare più in fretta

La Spagna cresce più di tutti in Europa, ma il FMI avverte: consolidare più in fretta

Nel rapporto annuale Article IV, il Fondo Monetario Internazionale promuove la Spagna sul fronte economico ma chiede più rigore fiscale, misure sul mercato immobiliare e riforme strutturali

La Spagna continua a guidare la crescita nell’area euro, ma secondo il Fondo Monetario Internazionale il margine per restare a lungo su questo ritmo si sta assottigliando. Il rapporto Article IV 2026 pubblicato dal FMI dipinge un quadro solido nel breve periodo, con qualche nube all’orizzonte.

Il PIL spagnolo è cresciuto del 2,8% nel 2025, trainato dalla domanda interna e dall’immigrazione, che ha compensato il calo della popolazione attiva nativa. Le previsioni per il 2026 si fermano al 2,1%, con una discesa ulteriore verso l’1,7% nel medio termine quando il contributo demografico inizierà a scemare. La guerra in Medio Oriente ha interrotto l’ultimo miglio della disinflazione: l’inflazione è salita al 3,4% a marzo 2026, spinta dai prezzi energetici, e il FMI la stima al 3% a fine anno prima di un rientro verso il 2,2% nel 2027.

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Sul fronte fiscale il messaggio è chiaro: Madrid ha fatto bene — il deficit si è ridotto al 2,4% del PIL nel 2025 — ma non abbastanza in fretta. Il debito pubblico resta al 100,7% del PIL e le proiezioni di lungo periodo mostrano pressioni crescenti legate all’invecchiamento della popolazione. Il FMI raccomanda una consolidazione discrezionale aggiuntiva pari all’1,5% del PIL entro il 2030, da realizzare preferibilmente armonizzando le aliquote IVA riducendo i regimi agevolati, abbinata a trasferimenti mirati alle famiglie vulnerabili.

Il capitolo immobiliare è forse quello più urgente. I prezzi delle case sono cresciuti del 13% su base annua, con pressioni ormai estese oltre i mercati urbani e costieri. Il FMI sollecita l’introduzione di misure macroprudenziali sui mutui — limiti al rapporto prestito/valore (LTV) o al rapporto rata/reddito (DSTI) — almeno sotto forma di linee guida di vigilanza, da rendere vincolanti se gli standard creditizi dovessero allentarsi ulteriormente. Sul fronte delle riforme strutturali, il Fondo sottolinea la necessità di ridurre il disallineamento tra competenze e domanda di lavoro, semplificare la burocrazia per le imprese e riformare il credito d’imposta per la ricerca e sviluppo per favorire l’innovazione nelle aziende giovani.

Il rischio principale resta una guerra mediorientale prolungata: nello scenario avverso elaborato dal FMI, il PIL spagnolo scenderebbe di 0,6-0,7 punti percentuali rispetto al baseline nel biennio 2026-2027.

Foto di Carlos Ramón Bonilla Miranda

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