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La settimana economica (18-23 maggio 2026): Italia e il rapporto Istat, Winters e il capitale umano, Trump quantico e le fragili speranze nel Golfo

La settimana economica (18-23 maggio 2026): Italia e il rapporto Istat, Winters e il capitale umano, Trump quantico e le fragili speranze nel Golfo

Dal quadro grigio del rapporto Istat sull’Italia, alle frasi infelici di Winters sul capitale umano, fino alle fragili speranze nel Golfo e alla svolta “quantica” di Trump. Ecco le notizie economiche principali della settimana dal 18 al 23 maggio 2026.

È stata un’altra settimana densa di numeri ed avvenimenti quella dal 18 al 23 maggio 2026. La fragile speranza di un accordo tra USA e Iran per porre fine alla guerra nel Golfo ha rischiarato il finire di una settimana attraversata da nubi cupe sulle prospettive dell’economia mondiale (tra previsioni della Commissione Europea e sondaggi PMI). Non sono mancate le polemiche (la definizione con successive scuse di Winters – CEO Standard Chartered – di capitale umano di basso valore quello destinato ad essere sostituito dall’automazione) e le sorprese (il maxi investimento che Trump ha deciso di impegnare sui computer quantici).

Italia, il quadro (preoccupante) dell’ISTAT

Il Rapporto annuale ISTAT 2026, presentato giovedì 21 maggio alla Camera alla presenza del Presidente Mattarella, offre una delle radiografie più complete dello stato del Paese, intrecciando economia, lavoro, demografia e disuguaglianze. Il quadro che emerge è quello di un’Italia che cresce poco e invecchia veloce. Il PIL è salito dello 0,5% nel 2025, in rallentamento rispetto allo 0,8% del 2024, con una pressione fiscale al 41,3% e un debito pubblico secondo solo alla Grecia nell’Unione europea.

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Sul fronte dei salari, le retribuzioni contrattuali sono cresciute del 3,1% nominale, ma l’inflazione ha eroso quasi tutto il guadagno: il potere d’acquisto degli stipendi italiani resta dell’8,6% al di sotto dei livelli del 2019. A preoccupare per il 2026 è il rischio che i prezzi accelerino più velocemente degli stipendi, allargando ulteriormente il divario. La popolazione a rischio di povertà si attesta al 18,6%, undici milioni di individui, un dato che conferma la persistenza di una vulnerabilità economica ampia e strutturale.

Europa, previsioni di primavera all’insegna dell’incertezza

La Commissione europea ha pubblicato giovedì le sue previsioni economiche di primavera, e il tono è inequivocabile. Lo scenario è segnato da un «grado eccezionalmente elevato di incertezza»: a pesare sono il balzo dei prezzi dell’energia, il crollo della fiducia di famiglie e imprese e l’effetto della crisi sui conti pubblici. Il conflitto in Medio Oriente, esploso a fine febbraio, ha cambiato radicalmente le proiezioni rispetto all’autunno scorso. La crescita del PIL nell’Unione europea dovrebbe rallentare all’1,1% nel 2026, mentre nell’area euro si scende allo 0,9%. L’inflazione è attesa al 3% nell’eurozona nel 2026, per poi attenuarsi al 2,3% nel 2027. L’Italia è fanalino di coda: il PIL italiano è rivisto al ribasso allo 0,5% nel 2026 e allo 0,6% nel 2027, peggio di tutti gli altri partner europei.

Il commissario Dombrovskis ha aperto alla possibilità di attivare la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità per far fronte allo shock energetico, riconoscendo che il margine di manovra fiscale oggi è più stretto rispetto alla pandemia, per via dei tassi ancora elevati. Nel fine settimana i ministri dell’Economia si sono riuniti in modo informale a Nicosia per discutere le risposte di politica economica.

Regno Unito, libero scambio e valore del capitale umano

Mercoledì 20 maggio Londra ha firmato un accordo di libero scambio con il Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), diventando il primo Paese del G7 a concludere un’intesa commerciale con il blocco. L’accordo potrebbe aggiungere 3,7 miliardi di sterline l’anno all’economia britannica nel lungo periodo e aumentare i salari di 1,9 miliardi annui. Rimuoverà circa 580 milioni di sterline in dazi sulle esportazioni britanniche, con due terzi delle riduzioni operative dal primo giorno di entrata in vigore. Il tempismo non è casuale: con la crescita sotto pressione per lo shock energetico e l’inflazione che viaggia intorno al 3,3%, il governo Starmer aveva bisogno di una vittoria commerciale concreta.

Sempre dalla Gran Bretagna arriva una delle storie più discusse della settimana sui mercati asiatici. Il CEO di Standard Chartered, Bill Winters, si è scusato pubblicamente venerdì per aver definito «capitale umano di basso valore» i lavoratori destinati ad essere sostituiti dall’intelligenza artificiale, nell’ambito di un piano che prevede il taglio di circa 8.000 posizioni di back-office entro il 2030. Le sue parole, pronunciate martedì a un investor event di Hong Kong, hanno spinto le autorità di regolamentazione di Hong Kong e Singapore a chiedere chiarimenti alla banca. Il caso apre una questione più ampia: come le grandi istituzioni finanziarie comunicano — o non comunicano — le proprie strategie di automazione a dipendenti e regolatori.

Stati Uniti, Warsh, quantum computers e Nvidia

È stata una settimana densa per la finanza americana. Venerdì 22 maggio Kevin Warsh ha prestato giuramento come 17° presidente della Federal Reserve, succedendo a Jerome Powell. Warsh prende le redini della Fed in un momento di inflazione in risalita e con la pressione di Trump per tagliare i tassi, pur avendo promesso di agire in piena indipendenza. La sua prima riunione del FOMC è fissata per il 16-17 giugno: sarà il primo test reale di come intende muoversi tra la retorica presidenziale e la disciplina che i mercati si aspettano.

Sul fronte tecnologico, l’amministrazione Trump ha annunciato giovedì stanziamenti per 2 miliardi di dollari a favore di nove aziende di quantum computing. IBM è il principale beneficiario con un miliardo di dollari, e investirà altri miliardi per costruire un impianto specializzato di chip quantistici negli Stati Uniti. GlobalFoundries riceverà 375 milioni, mentre D-Wave, Rigetti e Infleqtion si divideranno circa 100 milioni ciascuna. Una scelta che mescola logica di sicurezza nazionale e partecipazione azionaria pubblica — un approccio insolito per un’amministrazione nominalmente conservatrice.

Martedì sera NVIDIA ha pubblicato i risultati del primo trimestre dell’esercizio fiscale 2027: ricavi record a 81,6 miliardi di dollari, in crescita dell’85% su base annua, trainati dal Data Center a 75,2 miliardi. Jensen Huang ha parlato di «espansione infrastrutturale AI più grande della storia umana». La società ha anche annunciato un’ulteriore autorizzazione al riacquisto di azioni proprie per 80 miliardi e un aumento del dividendo trimestrale da 0,01 a 0,25 dollari per azione.

Resto del mondo, fragili speranze nel Golfo

La diplomazia tra Washington e Teheran vive la sua settimana più intensa da quando, a fine febbraio, Stati Uniti e Israele hanno avviato le operazioni militari contro l’Iran. Venerdì sera l’emittente Al Arabiya ha riferito che una bozza finale di accordo in nove punti, mediata dal Pakistan, era pronta per essere annunciata «entro poche ore».

Il testo includerebbe la cessazione delle operazioni militari, il rispetto della sovranità iraniana, la garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e una graduale revoca delle sanzioni americane, con l’avvio di negoziati sulle questioni ancora aperte entro sette giorni. Teheran ha però raffreddato i toni: il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha parlato di «settimane o mesi» necessari e ha precisato che «in questa fase non si discuteranno i dettagli relativi al dossier nucleare». Il nodo del nucleare e dei missili resta dunque escluso da un eventuale primo accordo, rimandato a una seconda fase negoziale. La partita resta aperta, ma per la prima volta in mesi qualcosa si muove davvero.

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