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Giappone, economia torna a crescere a fine 2025 (ma meno delle attese)

Nell’ultimo trimestre del 2025 il Giappone ha registrato una crescita dello 0,1% su base trimestrale, meno delle attese ma in controtendenza rispetto al trimestre precedente. Inflazione pesa su consumi privati.

L’economia giapponese è tornata a crescere nell’ultimo trimestre del 2025, ma ad un ritmo inferiore rispetto alle attese del mercato. Su base trimestrale l’incremento del PIL è stato dello 0,1%, tre decimi sotto le attese, mentre il tasso di crescita annualizzato si è fermato allo 0,2%, oltre un punto percentuale sotto le attese. A rallentare sono i consumi privati, cresciuti al ritmo più basso da un anno a questa parte, con l’inflazione che continua a rappresentare un problema. Stabile il contributo della spesa pubblica, mentre l’apporto rimane positivo per quel che riguarda gli investimenti aziendali. Sulle esportazioni nette continuano a pesare i dazi statunitensi, anche se la situazione inizia a migliorare.

Intanto nel mese di dicembre 2025 la produzione industriale ha registrato il secondo mese di calo consecutivo, con un -0,1% su base mensile in linea con le attese del mercato. Su base tendenziale si registra un recupero rispetto a novembre, con un +2,6% che rappresenta il miglior risultato da settembre scorso.

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Eurozona, produzione industriale scende meno delle attese a dicembre 2025.

Nel mese di dicembre 2025 la produzione industriale dell’area Euro è scesa dell’1,4% su base mensile, un decimo meglio delle attese ma peggior dato da aprile scorso. Cresce solo la produzione di beni di consumo durevoli, mentre i beni capitali subiscono il secondo calo mensile consecutivo. Su base tendenziale la crescita dell’output dell’area si ferma al +1,2%, un decimo sotto le attese. L’anno solare 2025 si chiude con un +1.5%.

India, sale deficit commerciale a gennaio 2026.

Il deficit commerciale indiano sale anche a gennaio e tocca il massimo dall’ottobre scorso. Le importazioni sono cresciute di quasi 20 punti percentuali su base annua, guidate dagli acquisti di oro e argento. Le esportazioni, penalizzate dai dazi USA, registrano un magro +0,6% su base annua. Qualche novità potrebbe arrivare nei prossimi mesi alla luce dell’accordo siglato con l’EU e la riduzione dei dazi concordata con l’amministrazione Trump.

Foto di uniquedesign52

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