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Regno Unito, crescita terzo trimestre 2025 confermata al +0,1%

Per il Regno Unito settimo trimestre di crescita consecutivo, ma la crescita del terzo trimestre 2025 è la più bassa da inizio 2024. In Cina tassi invariati sui prestiti prime a 1 e 5 anni. Stati Uniti, CFNAI migliora a settembre, ma non il diffusion index.

L’economia del Regno Unito è cresciuta dello 0,1% nel terzo trimestre 2025, rallentando rispetto allo 0,3% del trimestre precedente e confermando le stime iniziali. Il settore produttivo ha registrato un calo dello 0,3%, penalizzato soprattutto dalla manifattura (-0,8%) e dall’estrazione mineraria. In particolare, il settore auto ha subito una forte contrazione a causa di un cyberattacco che ha colpito Jaguar Land Rover. Il settore servizi è cresciuto moderatamente (+0,2%), mentre le costruzioni hanno mostrato una crescita contenuta. Sul fronte della domanda, consumi, spesa pubblica e investimenti hanno sostenuto l’attività economica. Su base annua, il PIL è cresciuto dell’1,3%.

Cina, invariati tassi su prestiti a 1 e 5 anni.

La People’s Bank of China ha mantenuto invariati i principali tassi di riferimento a dicembre, per il settimo mese consecutivo, in linea con le attese del mercato. Il tasso LPR a un anno è rimasto al 3,0%, mentre quello a cinque anni, legato ai mutui, al 3,5%, livelli minimi storici fissati dopo il taglio di maggio. La decisione riflette una minore urgenza di nuovi stimoli monetari, poiché l’economia appare in linea con l’obiettivo di crescita annuale. Tuttavia, i dati recenti mostrano un rallentamento di vendite al dettaglio e produzione industriale, oltre a una domanda di credito ancora debole, condizionata dalla crisi immobiliare.

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Stati Uniti, CFNAI migliora a settembre 2025, ma diffusion index si avvicina alla soglia della contrazione economica.

Il Chicago Fed National Activity Index (CFNAI) è salito a –0,21 a settembre da –0,31 in agosto, segnalando un lieve miglioramento dell’attività economica, pur restando sotto la media di lungo periodo. Tuttavia, la media mobile trimestrale è scesa a –0,21, indicando un indebolimento della dinamica complessiva. Solo 25 degli 85 indicatori hanno contribuito positivamente all’indice, mentre la maggioranza ha avuto un impatto negativo. La produzione ha mostrato un leggero recupero, così come l’occupazione, tornata marginalmente positiva. Al contrario, vendite, ordini, consumi e settore immobiliare hanno registrato un peggioramento, confermando una crescita ancora fragile e disomogenea.

Il diffusion Index peggiora a settembre e scende a quota -0,32 punti, solo tre centesimi sopra la soglia che statisticamente delimita le fasi di espansione dell’economia statunitense da quelle di contrazione.

Foto di Roger Jeffreys

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