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Stati Uniti, prezzi alla produzione in calo ad agosto

A sorpresa i prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono scesi ad agosto, rafforzando l’attesa di un taglio dei tassi da parte della Fed e confermando che le imprese stanno assorbendo i costi aggiuntivi.

Nel mese di agosto i prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono cresciuti del 2,6% su base annua, in calo rispetto al mese precedente e ben al di sotto delle attese del mercato. Su base mensile si registra il primo segno meno da aprile scorso, con un calo di un decimo rispetto a luglio; le attese erano per un incremento dello 0,3%. La variazione dell’indice al netto di energia, alimentari e commercio rimane stabile al 2,8%, mentre il dato core registra un incremento del 2,8%, cinque decimi in meno del mese precedente (-0,1% su base mensile). Salgono i prezzi dei beni, mentre scendono quelli dei servizi. Le componenti che fanno parte anche dell’indice PCE mostrano andamenti misti: tariffe aere e costi finanziari continuano ad aumentare, mentre le varie voci relative all’healthcare mostrano segnali di rallentamento. Ricordando che l’indice dei prezzi alla produzione non include direttamente i dazi, si può comunque affermare che le imprese continuano ad assorbire gli eventuali costi aggiuntivi, non generando ulteriore inflazione. Si tratta quindi di numeri positivi che alimentano le attese sul prossimo taglio della Fed.

Cina, ancora deflazione ad agosto 2025.

Ad agosto 2025 i prezzi al consumo in Cina sono diminuiti dello 0,4% su base annua, segnando la quinta deflazione dell’anno e la più marcata da febbraio. Il calo è stato trainato soprattutto dagli alimentari, scesi del 4,3% rispetto a luglio (-1,6%), con ribassi diffusi e un forte calo della carne suina dovuto a eccesso di offerta, costi di produzione più bassi e domanda debole. Al contrario, i prezzi non alimentari hanno accelerato (+0,5%), sostenuti dai sussidi governativi ai beni di consumo, con aumenti in abbigliamento, sanità, istruzione e abitazioni. I trasporti hanno continuato a calare ma in misura più contenuta (-2,4%). L’inflazione di fondo, esclusi alimentari ed energia, è salita allo 0,9%, massimo da un anno e mezzo. Su base mensile, l’indice dei prezzi al consumo è rimasto invariato, contro attese di un lieve aumento.

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All’orizzonte non sembrano esserci spinte per i prezzi al consumo, l’indice dei prezzi alla produzione ha segnato in agosto il 35° mese di deflazione consecutivo, con una variazione su base annua del -2,9%; leggero miglioramento rispetto ai mesi precedenti e sui livelli di aprile scorso.

Con la banca centrale incerta sulla possibilità di ulteriori stimoli nel breve termine (pesa il rally sull’azionario), gli analisti si attendono nuove mosse da parte del governo centrale.

Eurozona, produzione industriale: torna il segno più per l’Italia, corre la Spagna.

A luglio la produzione industriale italiana è tornata a crescere dopo due mesi di calo consecutivi. La variazione annua è stata dello 0,9%, mentre su base mensile l’output è cresciuto dello 0,4% contro attese di una flessione dello 0,1%. Continua il buon momento dell’economia spagnola: a luglio la produzione industriale è cresciuta del 2,5% su base annua, quinto mese di crescita consecutivo e massimo incremento da ottobre 2024. Su base mensile, però, si intravedono segnali di consolidamento con un -0,5% rispetto a giugno.

Stati Uniti, costo mutui trentennali scende sui minim da ottobre scorso.

Nella settimana conclusa il 5 settembre 2025, il tasso medio sui mutui trentennali a tasso fisso negli Stati Uniti è sceso al 6,49%, minimo da ottobre 2024, rispetto al 6,64% della settimana precedente. Il calo riflette la discesa dei rendimenti dei Treasury dopo un report occupazionale più debole del previsto, che ha rafforzato le attese di un imminente taglio dei tassi da parte della Fed. Parallelamente, le richieste di mutui sono aumentate del 9,2%, cancellando tre settimane consecutive di flessioni, secondo i dati della Mortgage Bankers Association. In particolare, le domande di rifinanziamento, sensibili alle variazioni di breve periodo dei tassi, sono balzate del 12,2% raggiungendo il massimo da un anno, mentre le richieste di mutui per l’acquisto di nuove abitazioni hanno segnato un incremento del 6,6%.

Foto di Ray_Shrewsberry

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