La crescita occupazionale USA nell’anno fino a marzo scorso è risultata molto più debole del previsto, un altro elemento di pressioni sulla Fed per un taglio dei tassi nella prossima riunione di settembre. Secondo la revisione preliminare, i posti di lavoro saranno rivisti al ribasso di 911.000, un -0,6% che è pari a circa 76.000 nuovi occupati in meno al mese. I dati finali arriveranno a inizio 2026. I numeri disponibili fino ad ora indicavano 1,8 milioni di nuovi occupati in 12 mesi, con una media di 149.000 al mese su base non destagionalizzata; di fatto il dato viene dimezzato. La revisione – ben superiore alla media degli ultimi 10 anni, ferma allo 0,2% – segnala quindi un mercato del lavoro meno solido di quanto inizialmente valutato.
Gran Bretagna, segnali positivi per le vendite al dettaglio
Ad agosto 2025 le vendite al dettaglio nel Regno Unito sono cresciute del 2,9% annuo, il ritmo più rapido in quattro mesi, superando le previsioni del 2%. Il risultato è stato favorito dal clima caldo che ha sostenuto cibo, arredamento e articoli scolastici, ma gran parte dell’aumento riflette l’inflazione alimentare. Le vendite di cibo sono salite del 4,7%, contro l’1,8% dei beni non alimentari. Le vendite online sono cresciute moderatamente, segnalando prudenza nei consumi discrezionali. Nonostante i dati positivi, il settore resta cauto per la fiducia debole, i costi elevati e l’incertezza legata al bilancio di novembre.
Australia, a settembre letture in calo per la fiducia del settore privato.
La fiducia dei consumatori australiani è scesa di tre punti percentuali abbondanti nella lettura di settembre. L’indice elaborato da Westpac-Melbourne Institute si ferma a 95,4 punti, rintracciando dal massimo da oltre tre anni ed interrompendo un filotto di quattro mesi di crescita consecutivi. La propensione all’acquisto rimane debole, con i consumatori ancora alle prese con l’incertezza e una politica monetaria ancora troppo restrittiva. Scende anche l’indice NAB sulla fiducia delle imprese. L’indicatore di ferma a 4 punti dagli 8 di agosto anche se molte delle componenti continuano a registrare miglioramenti.
Francia, produzione industriale cala meno delle attese a luglio.
A luglio 2025 la produzione industriale francese è calata dell’1,1% mensile, dopo il +3,8% di giugno, ridimensionando il forte rimbalzo precedente. Il calo, meno marcato delle attese (-1,8%), è stato trainato da un -1,7% nella manifattura, in particolare nei trasporti (-10,7%) a causa di aeronautica e spazio. Flessioni anche nell’agroalimentare (-1,3%) e nei settori elettronica e macchinari (-2,2%). In controtendenza l’edilizia (+0,6%), grazie alle costruzioni specializzate. Su base trimestrale (maggio-luglio), la produzione resta superiore all’anno precedente (+1,3% manifattura, +0,8% totale). Su base annua, la crescita rallenta all’1,2% dal 2,2% di giugno.
Stati Uniti, fiducia piccole imprese migliora ad agosto ma sotto le attese.
Ad agosto 2025 l’indice NFIB di ottimismo delle piccole imprese USA è salito a 100,8 (+0,5), massimo da gennaio ma sotto le attese (101). Gli imprenditori segnalano migliori prospettive di vendite e utili: il saldo atteso sulle vendite reali è cresciuto al 12% (+6 punti). Restano però forti le pressioni salariali: il 29% ha aumentato le retribuzioni (+2 punti) e il 20% intende farlo nei prossimi tre mesi (+3), con rischi inflazionistici. La qualità del lavoro resta la principale preoccupazione (21%), mentre il 32% segnala posti vacanti non coperti, quota ancora elevata nonostante un lieve calo.
Foto di Gala Amarando







