Nel mese di maggio l’inflazione nell’area Euro è scesa all’1,9% su base annua. Secondo la stima flash rilasciata oggi, i prezzi al consumo sono tornati sotto il target della BCE per la prima volta dal settembre scorso. La componente core scivola al 2,3%, minimo dal gennaio del 2022, mentre l’inflazione sui servizi registra una vistosa frenata, passando dal 4% al 3,2%. Su base mensile la variazione è risultata nulla. Sempre più scontato un nuovo taglio dei tassi da parte della banca centrale.
Cina, manifattura torna in zona contrazione per il PMI Caixin.
A maggio la manifattura cinese torna in zona contrazione. Il PMI Caixin scende a sorpresa a quota 48,3 punti, prima volta sotto quota 50 da otto mesi e in controtendenza rispetto alle attese del mercato. I numeri sono preoccupanti: la produzione industriale scende per la prima volta dopo 19 mesi e registra il peggior calo mensile dal novembre del 2022. I nuovi ordini scendono col ritmo più alto dal 2022; in particolare, quelli esteri registrano il maggior calo dal luglio del 2023. Segnali negativi anche per l’occupazione, mentre sul fronte dei prezzi rimane forte la spinta deflattiva.
Eurozona, disoccupazione torna a scendere a maggio.
Nel mese di maggio la disoccupazione nell’area Euro è scesa al 6,2%, ritoccando il minimo storico e confermando le attese del mercato. In calo anche la disoccupazione giovanile che torna al 14,4%, minimo a quattro mesi.
Stati Uniti, ordini all’industria nel mese di aprile.
Pesante calo degli ordini industriali nel mese di aprile negli Stati Uniti. Su base mensile la variazione è stata del -3,7%, peggior dato dal gennaio del 2024 e sette decimi peggio delle attese. Pesa il calo degli ordini del settore dell’aviazione civile (-51%) che trascina al ribasso tutto il comparto dei trasporti. Al netto di questa voce la variazione mensile risale al -0,5%, tre decimi peggio delle attese.
Stati Uniti, offerte di lavoro sopra le attese ad aprile.
Ad aprile le offerte di lavoro negli Stati Uniti sono salite a quota 7,391 milioni, quasi 200 mila in più rispetto al mese precedente e in controtendenza rispetto alle attese del mercato. Al calo di oltre 130 mila offerte nel settore della ristorazione e della ricezione si è contrapposto un aumento nel settore dell’intrattenimento, dell’estrattivo e forestale. Scende il numero di uscite volontarie, con il quits rate che scende al 2%. Un segnale, quest’ultimo, che potrebbe essere interpretato come una maggior difficoltà percepita di trovare un impiego migliore.
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