USA, vendite al dettaglio giù in maggio. Gran Bretagna bene dati occupazione

Negli USA le vendite al dettaglio calano in maggio rispetto al mese precedente. Effetto caduta dall’iniezione di liquidità di marzo scorso. In Gran Bretagna calano disoccupazione e sussidi. Questo ed altro nella K Briefing di oggi.

Inflazione, dato finale maggio Europa. Nessuna sorpresa dalle letture finali del mese di maggio per quel che riguarda l’inflazione. In Germania confermato il +2.5% su base annua, maggior livello dal 2008 ad oggi. Stesso discorso per la Francia che ha chiuso maggio con il livello dei prezzi al consumo in crescita dell’1.4% annuo. Confermato anche il dato italiano: zero spaccato su base mensile e +1.3% su base annua.

Gran Bretagna, calano richieste sussidi a maggio. In maggio si registra il terzo mese consecutivo di calo delle richieste di sussidi di disoccupazione. Le 96 mila e oltre richieste in meno rappresentano il maggior calo mensile dalla fine del 1996. Altri segnali di risveglio occupazionale arrivano dai dati relativi ad aprile. Il tasso di disoccupazione è calato al 4.7%, sui livelli di giugno 2020. Ad aumentare sensibilmente sono i salari: ad aprile +5.7% su base annua per la paga oraria. Più delle attese e massimo dal marzo del 2007.

USA, vendite al dettaglio giù in maggio. Le attese erano per un lieve calo rispetto ad aprile, ma le vendite al dettaglio di maggio si sono contratte con molta più forza. Il -1.3% sembra il punto di caduta della forte iniezione di liquidità di marzo (l’assegno da 1400 dollari) e rappresenta il primo segno meno del 2021. La tipologia di spesa denota uno scenario di riapertura. Aumentano le spese per il settore servizi e rivede il segno più anche il settore dell’abbigliamento.

USA, prezzi alla produzione di maggio. Nel mese di maggio i prezzi alla produzione sono cresciuti dello 0.8% su base mensile, due decimi oltre le attese, settimo mese consecutivo di crescita. Difficile trovare un settore merceologico con prezzi in discesa. Tra i rialzi più importanti quelli dei metalli non ferrosi, degli alimentari e dell’energia. Il dato core, dedotte le componenti più volatili, è salito dello 0.7%, in linea con le attese del mercato. Su base annua numeri record, visto il base effect ancora attivo sulle serie storiche: +6.6%, maggior rialzo dal 2010.

USA, produzione industriale in maggio. Terzo mese consecutivo di crescita per la produzione industriale statunitense. A maggio è +0.8%, due decimi sopra le attese del mercato. Cresce l’output manifatturiero che segna un +0.9%. Dedotto il settore auto la produzione industriale ha fatto segnare un positivo +0.5%. Tralasciando i dati annui, palesemente influenzati dal base effect, rimane da citare il dato sull’utilizzo della capacità produttiva. A maggio raggiunto il 75.2%, valore migliore delle attese (75%), massimo da gennaio scorso.

USA, indice Empire di giugno. Il NY Empire State Manufacturing Index riflette anche nella lettura di giugno tutte le difficoltà dell’industria statunitense alle prese con prezzi in salita e forniture a rilento. L’indice scende per il secondo mese consecutivo e si fissa a 17.4. Le aziende segnalano tempi di consegna sempre più lunghi ed un elenco di ordini non evasi che si fa sempre più corposo. Maretta sul fronte occupazione, mentre continua la crescita dei prezzi (sia di input che di vendita). L’ottimismo resiste.

Foto di Ulrike Mai

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