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Cina, salgono profitti industriali ma trend in rallentamento

Cina, salgono profitti industriali ma trend in rallentamento

In Cina i profitti aziendali salgono a doppia cifra nei primi otto mesi dell’anno, ma il trend è in rallentamento. Giappone, verbali banca centrale confermano nuovi rialzi dei tassi in vista.

In Cina, nei primi otto mesi del 2026, gli utili sono aumentati del 15,7% su base annua, raggiungendo 5.270 miliardi di yuan, ma rallentando rispetto al +17,6% di gennaio-luglio. A trainare il risultato sono soprattutto i comparti ad alta tecnologia, intelligenza artificiale e minerario, mentre la debolezza della domanda interna continua a comprimere i margini in alcune industrie. Tra i numeri più eclatanti si registra l’accelerazione degli utili per le industrie di computer e comunicazioni (+110%) e metalli non ferrosi (+82,9%). A agosto, su base annua la crescita degli utili è scesa al 4,2%, minimo da novembre 2025, confermando un trend di raffreddamento.

India, produzione industriale meglio delle attese ad agosto 2026.

In India la produzione industriale accelera ad agosto 2026, l’output registra una crescita dell’8,0% su base annua, dal 7,4% di luglio e ben oltre le attese del mercato (+6,5%). Il manifatturiero si conferma il principale motore, segnando un +9,0%, sostenuto soprattutto da apparecchiature elettriche, automotive, gomma e plastica, elettronica e prodotti metallici. In forte progresso anche la produzione di elettricità e gas, salita del 12,3%. Il quadro resta tuttavia disomogeneo: il comparto minerario ha registrato una contrazione del 5,6%, mentre petrolio raffinato e chimica hanno evidenziato lievi cali.

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Giappone, verbali BoJ confermano aspettative di inflazione e tassi in rialzo

Pubblicati questa mattina i verbali dell’ultima riunione della banca centrale giapponese. Si confermano le valutazioni sull’inflazione e le aspettative di nuovi rialzi dei tassi. Ecco i punti salienti

Economia: ripresa moderata. La domanda globale legata all’AI sostiene export e investimenti, mentre la crisi in Medio Oriente e il petrolio pesano sui termini di scambio. I consumi tengono, i salari primaverili sono saliti di circa il 3,5% e le condizioni finanziarie restano accomodanti.

Prezzi: l’inflazione core è attorno all’1,5% per effetto dei sussidi energetici. Al netto dei sussidi sarebbe più alta. Il PPI supera il 7% annuo, lo yen debole trasferisce i costi di importazione e le aspettative di inflazione salgono. Si prevede un CPI sopra il 3% nella seconda metà del 2026. I rischi sui prezzi sono giudicati orientati al rialzo, quelli sull’attività bilanciati.

Politica monetaria: i membri concordano che i rialzi proseguiranno. L’obiettivo si sposta dal “portare” l’inflazione sottostante al 2% all'”ancorarla” a quel livello. Alcuni membri ritengono che il ritmo possa superare le attese di mercato, che scontano un rialzo ogni sei mesi circa.

Foto di PublicDomainPictures

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