In Gran Bretagna la Bank of England (BoE) ha deciso di mantenere invariato il tasso d’interesse al 3,75% nella riunione di giugno 2026, con un voto a maggioranza (7-2). Due membri del comitato avrebbero preferito un aumento al 4%. La decisione riflette il bilanciamento tra il rallentamento dell’inflazione, scesa al 2,8%, e l’incertezza legata ai prezzi energetici globali ancora elevati a causa delle tensioni in Medio Oriente. La banca segnala rischi di nuove pressioni su salari e prezzi, ma evidenzia anche un raffreddamento del mercato del lavoro e un indebolimento dell’economia britannica, fattori che potrebbero contribuire a contenere l’inflazione nei prossimi mesi.
Gran Bretagna, a sopresa la disoccupazione scende nel primo trimestre del 2026
Nel primo trimestre del 2026 il mercato del lavoro britannico ha mostrato segnali di resilienza, con il tasso di disoccupazione sceso al 4,9%, contro le attese di stabilità al 5%. Il numero dei disoccupati è diminuito di 105 mila unità, grazie soprattutto alla riduzione della disoccupazione di breve periodo, mentre l’occupazione complessiva è salita a 34,41 milioni di persone, trainata dalla crescita dei lavoratori a tempo pieno. Su base annua, tuttavia, la disoccupazione resta più elevata, evidenziando alcune fragilità strutturali.
Sul fronte salariale, le retribuzioni medie settimanali sono aumentate del 4,1% annuo, confermando una dinamica ancora sostenuta. La crescita degli stipendi nel settore privato ha rallentato leggermente, mentre quella del settore pubblico ha accelerato. Al netto dell’inflazione, i salari reali sono cresciuti dell’1,2%, segnando il miglior risultato da circa un anno. Nonostante questi dati positivi, l’aumento dei richiedenti sussidi di disoccupazione a maggio segnala un possibile rallentamento futuro del mercato del lavoro.
Stati Uniti, indice Philly Fed torna in positivo a giugno 2026
L’indice manifatturiero della Philadelphia Fed è tornato in territorio positivo nel giugno 2026, salendo a 10,3 punti da -0,4, segnalando una ripresa dell’attività industriale regionale. Il miglioramento è stato sostenuto dalla crescita delle nuove commesse e delle spedizioni, indicando una domanda più solida. Anche l’occupazione ha mostrato segnali positivi, pur con la maggior parte delle aziende ancora stabile nei livelli di personale. Le pressioni sui prezzi sono rimaste elevate, con costi di produzione ancora in aumento, mentre i prezzi di vendita hanno rallentato. Le imprese mantengono comunque un atteggiamento fiducioso per i prossimi mesi. Anche gli investimenti hanno accelerato: l’indice CAPEX è salito ai massimi dal 2021, riflettendo una maggiore propensione delle aziende a investire in nuovi impianti e attrezzature.
Stati Uniti, mercato del lavoro
Il mercato del lavoro statunitense ha mostrato una sostanziale stabilità nella seconda settimana di giugno 2026. Le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono diminuite di 4 mila unità, attestandosi a 226 mila, in linea con le attese degli analisti. Al contrario, le richieste continuative sono aumentate di 24 mila, raggiungendo 1,81 milioni, il livello più alto degli ultimi tre mesi, segnalando una maggiore difficoltà nel rientro al lavoro. Nonostante il lieve deterioramento, i dati restano solidi rispetto agli standard storici, confermando un mercato caratterizzato da pochi licenziamenti ma anche da una moderata creazione di nuovi posti.
Indonesia, banca centrale continua sostegno a valuta
Bank Indonesia ha aumentato il tasso di riferimento di 25 punti base al 5,75% nella riunione di giugno 2026, dopo un precedente rialzo straordinario, portando l’incremento complessivo da maggio a 100 punti base. La decisione mira a sostenere la rupia, contenere l’inflazione e preservare la crescita economica. L’inflazione annua è salita al 3,08% a maggio, avvicinandosi al limite superiore del target, ma la banca centrale prevede di mantenerla sotto controllo. Le prospettive di crescita per il 2026 restano confermate tra il 4,9% e il 5,7%. Nel frattempo, la rupia si è rafforzata rispetto al dollaro, segnalando un miglioramento della fiducia nei mercati valutari.
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