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Bolla o utili? Cosa regge il rally azionario. E’ l’effetto FEMO dice Yardeni

Cosa regge il rally azionario del 2026: non un effetto FOMO (che sa di bolla), ma FEMO — “Fabulous Earnings Momentum”. La tesi: il mercato sale perché gli utili crescono davvero, non per euforia speculativa.

Sul mercato azionario americano si discute molto di bolla si, bolla no. In particolare guardando ai numeri del settore Tech. Ma secondo Ed Yardeni, presidente di Yardeni Research, la domanda è mal posta. Intervenuto mercoledì su Bloomberg Television, Yardeni ha respinto i timori di bolla sull’azionario statunitense, sostenendo che il rally è guidato da un “momentum straordinario degli utili” piuttosto che dalla speculazione.

Per rendere più chiara la questione, Yardeni ha ribattezzato il momento con il termine FEMO, acronimo per fabulous earnings momentum, distinguendo il rally attuale dal FOMO (fear of missing out), che si basa su speranze e hype anziché sui fondamentali ed è altamente indiziato di divenire una bolla.

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I numeri sostengono la tesi FEMO. Da inizio anno l’S&P 500 è salito del 9,2%, ma le stime sugli utili forward sono cresciute del 14,4% e il rapporto prezzo/utili forward si è contratto del 4,6%. In altri termini, il mercato è diventato più economico mentre saliva — l’opposto di quello che accade nelle bolle speculative.

Con un P/E forward tra 20 e 22 volte, Yardeni ritiene le valutazioni ragionevoli nell’ipotesi in cui l’economia eviti la recessione nei prossimi anni. Il suo target sull’S&P 500 per fine 2026 è fissato a 8.250 punti — il più elevato tra gli analisti interpellati da Bloomberg — e guarda a 10.000 entro fine decennio, nello scenario che definisce “Roaring Twenties”.

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