In Cina, nel primo trimestre del 2026, l’economia ha registrato una crescita del 5% su base annua, accelerando rispetto al trimestre precedente (+4,5%) e superando le attese fissate al +4,8%. Il risultato è stato sostenuto soprattutto dalla solidità delle esportazioni, mentre l’impatto del conflitto in Iran è rimasto finora contenuto grazie a riserve energetiche, diversificazione delle fonti e controllo statale dei prezzi. Su base trimestrale la crescita è stata dell’1,3%, miglior risultato dall’ultimo trimestre del 2024.
Tuttavia, i dati di marzo mostrano un quadro meno uniforme: la produzione industriale ha superato le previsioni, ma ha rallentato rispetto ai mesi precedenti (+5,7% contro il +6,3% precedente), con una moderazione diffusa tra i principali settori. Alcuni comparti manifatturieri restano dinamici, mentre altri, come i materiali non metallici, sono in contrazione. La capacità utilizzata scende di cinque decimi rispetto al periodo precedente e si ferma al 73,6%; minimo da inizio 2024.
La domanda interna continua a rimanere debole. Le vendite al dettaglio crescono meno del previsto (+1,7% su base annua, contro il +2,3% delle attese e il +2,8% precedente), penalizzate dal calo dei beni durevoli come auto ed elettrodomestici, mentre i servizi mostrano maggiore resilienza. Anche gli investimenti fissi aumentano (+1,7% contro +1,9% atteso), ma a un ritmo più lento del periodo precedente, frenati soprattutto dalla crisi immobiliare.
Nel complesso, nonostante un avvio solido, le prospettive restano incerte per il resto dell’anno.
Regno Unito, crescita migliore delle attese a febbraio 2026.
A febbraio 2026, l’economia del Regno Unito ha registrato una crescita dello 0,5% su base mensile, superando le attese e segnando l’espansione più forte da inizio 2024. Il principale motore è stato il settore dei servizi, in particolare le attività amministrative e di supporto, insieme al commercio all’ingrosso e al dettaglio. Tuttavia, alcuni comparti come alloggio e ristorazione hanno mostrato un calo.
Anche il settore produttivo ha contribuito positivamente, tornando a crescere grazie al forte recupero dell’estrazione mineraria e della fornitura energetica. Le costruzioni hanno evidenziato una buona dinamica, trainate soprattutto dall’edilizia residenziale privata. Su base trimestrale la crescita è stata dello 0,5%, miglior risultato da aprile dell’anno scorso e secondo trimestre di crescita consecutivo. Su base annua, il PIL è cresciuto dell’1%, il ritmo più elevato degli ultimi mesi.
Nel dettaglio, la produzione industriale è aumentata dello 0,5% mensile, sostenuta dall’energia e dall’estrazione di petrolio e gas. Tuttavia, la manifattura ha mostrato segnali di debolezza (-0,1% contro attese di crescita dello 0,3%), con cali in comparti chiave come mezzi di trasporto, metalli e alimentari.
Nel complesso, il quadro è positivo ma ancora fragile. Inoltre, il Regno Unito resta esposto ai rischi legati all’aumento dei prezzi energetici, soprattutto in caso di escalation delle tensioni in Medio Oriente.
Eurozona, dato finale inflazione marzo 2026.
Leggera revisione al rialzo per l’inflazione su base mensile di marzo 2026. La variazione dei prezzi al consumo rispetto a febbraio è stata dell’1,3% contro l’1,2% della stima flash; massimo da ottobre 2022. La variazione annua sale al 2,6% dal 2,5% inizialmente stimato. Confermata al 2,3%, invece, l’inflazione core su base annua.
Stati Uniti, mercato del lavoro.
La situazione relativa ai sussidi di disoccupazione si mantiene sostanzialmente stabile negli Stati Uniti. La scorsa settimana le nuove richieste sono state 207 mila, in calo rispetto a 15 giorni fa e sotto le attese. La media a quattro settimane resta attorno alle 210 mila unità. I sussidi continuativi tornano sopra la soglia degli 1,8 milioni, battendo di pochissimo le attese e rimanendo sotto i livelli di inizio marzo.
Stati Uniti, Philly Fed di aprile 2026 sopra le attese.
L’indice Philly Fed di aprile 2026 si mantiene in territorio positivo per il quarto mese consecutivo e tocca quota 26,7 punti, ben al di sopra delle attese e massimo da gennaio del 2025. Lieve miglioramento per il sottindice relativo alla condizione economica, mentre sale in maniera robusta la componente relativa ai nuovi ordini. Torna in territorio negativo, invece, la componente occupazione, mentre migliora sensibilmente la propensione agli investimenti. Sul fronte dei prezzi il sondaggio registra un aumento della pressione sui costi di produzione, con il sottoindice che tocca il massimo da agosto dell’anno scorso.
Foto di Petrick Liu






