Nel mese di marzo 2026 l’inflazione CPI negli Stati Uniti è cresciuta del 3,3% su base annua, in linea con le attese del mercato e in netta accelerazione rispetto al mese precedente, toccando il massimo da maggio 2024. È l’effetto del caro energia, che supera il 12% su base annua e porta la variazione mensile dell’indice generale allo 0,9%, massimo da giugno del 2022. Come accaduto per l’Eurozona, l’effetto trasferimento sulla componente core rimane al momento disattivato, anche se l’inflazione sui servizi rimane nettamente sopra il 3%. L’indice al netto delle componenti più volatili sale solo di un decimo rispetto a febbraio: +2,6% su base annua, un decimo meglio delle attese e +0,2% su base mensile, anche qui un decimo meglio delle attese.
Unendo i puntini (prezzi PCE e CPI) per la Fed esce una parola molto chiara: pausa.
Cina, inflazione rallenta oltre le attese a marzo 2026.
Nel mese di marzo 2026 l’inflazione in Cina è scesa all’1%, tre decimi in meno rispetto al mese precedente e due sotto le attese del mercato. Stabile l’inflazione sui beni non alimentari, mentre quella dei beni alimentari ha frenato vistosamente. Al netto delle componenti più volatili, l’inflazione core si ferma all’1,1%, sette decimi in meno rispetto al mese precedente. Su base mensile i prezzi al consumo hanno registrato una flessione dello 0,7%; si tratta del primo segno meno da novembre scorso.
Canada, disoccupazione stabile a marzo 2026.
Nel mese di marzo 2026 la disoccupazione in Canada si è confermata al 6,7%, un decimo meglio delle attese ma pur sempre segnalando una situazione ancora incerta per il mercato del lavoro canadese. I nuovi occupati sono stati poco più di 14 mila, in controtendenza rispetto al mese precedente ma leggermente sotto le attese. In crescita i contratti part-time, mentre quelli a tempo pieno hanno registrato una flessione. Stabile anche il tasso di partecipazione, fermo al 64,9%. Per quel che riguarda i salari, infine, l’istituto di statistica nazionale segnale un incremento annuo del 5,1% della paga oraria media, quasi un punto percentuale in più rispetto al mese precedente.
Stati Uniti, ordinativi all’industria in calo a febbraio 2026.
Lettura piatta per gli ordinativi all’industria manifatturiera statunitense a febbraio 2026. Il dato è leggermente migliore delle attese (-0,2%) e torna in positivo se si esclude il settore trasporti (+1,2%). Numeri in calo per gli ordini di beni durevoli, mentre segno più per quelli di beni non durevoli.
Stati Uniti, fiducia consumatori Michigan peggiora ad aprile 2026.
Come era prevedibile attendersi, la fiducia dei consumatori statunitensi scende sensibilmente ad inizio aprile 2026, sulla scia dei rincari del comparto energia. L’indice elaborato dall’università del Michigan scende a 47,6 punti, un -11% rispetto al mese precedente ed un -9% rispetto a fine 2025. Il dato è ben al di sotto delle attese del mercato, anche se il sondaggio è stato condotto prima dell’annuncio del cessate il fuoco e delle trattative tra Iran e Stati Uniti. In netto calo le aspettative su affari, acquisti e redditi, mentre sul fronte dei prezzi si registra un balzo di un punto percentuale per l’inflazione attesa a un anno (+4,8% contro il +3,8% del mese precedente). In aumento, e sui massimi da novembre scorso, anche l’inflazione attesa a lungo termine.
Foto di Brett Hondow






