La settimana economica dal 2 al 6 febbraio 2026 non verrà sicuramente catalogata tra le più rilassanti, soprattutto per i per i mercati finanziari. Il tonfo di Stellantis di venerdì è stata solo l’ultimo episodio di un’ottava caratterizzata da incertezza e volatilità.
Italia: inflazione in calo e il caso Stellantis
L’inflazione italiana ha dato un segnale di rallentamento a gennaio, scendendo all’1% dall’1,2% di dicembre. Un dato in linea con le aspettative, trainato però da dinamiche contrastanti: da un lato continuano a pesare i rincari dei beni alimentari (non lavorati al +2,5% e lavorati al +2,2%), dei servizi abitativi (+4,4%) e dei tabacchi (+3,3%); dall’altro si nota una maggiore pressione sugli energetici regolamentati che su base mensile sono balzati dell’8,7%. Il “carrello della spesa” segna comunque un incremento del 2,1% rispetto a gennaio 2025, confermando che la vita quotidiana continua a costare di più nonostante l’inflazione generale in calo.
Ma la settimana è stata segnata soprattutto dal terremoto Stellantis. Il gruppo automobilistico ha annunciato un drastico cambio di strategia sull’elettrico che costerà circa 22 miliardi di euro in oneri straordinari, con perdite nette attese tra 19 e 21 miliardi nel secondo semestre 2025 e uscite di cassa per 6,5 miliardi nei prossimi quattro anni. La conseguenza immediata è stata la sospensione del dividendo 2026 e un crollo in borsa del 25% venerdì 6 febbraio, con il titolo scivolato ai minimi storici a 6,11 euro. L’amministratore delegato Filosa ha spiegato che gli oneri riflettono una sovrastima del ritmo della transizione energetica che ha allontanato l’azienda dalle reali esigenze dei consumatori.
Europa: Lagarde e l’euro forte, decisione risicata della BoE
La BCE ha confermato per la quinta volta consecutiva i tassi fermi al 2%, ma la presidente Lagarde ha dovuto affrontare un tema scottante: l’euro forte. La moneta unica si è apprezzata fino a 1,18-1,20 dollari, e Lagarde ha ammesso che “l’euro più forte si aggiunge alle sfide esterne” e potrebbe far scendere l’inflazione oltre le aspettative. Nonostante questo, Francoforte ha mantenuto una posizione attendista, sottolineando che i tassi sono in “una buona posizione” e che rilanciare la crescita spetta ai governi. Lagarde presenterà ai leader europei una “check list” di riforme necessarie per sbloccare la produttività dell’area euro.
Oltre Manica, la Bank of England ha mantenuto i tassi al 3,75% ma con una maggioranza risicata di 5 voti contro 4. La decisione ha sorpreso i mercati perché il board si è rivelato più spaccato del previsto: quattro membri avrebbero voluto un taglio di 25 punti base. La BoE ha segnalato che ulteriori riduzioni sono probabili, ma le decisioni future saranno “sempre più sofferte” vista l’inflazione ancora al 3,4% a dicembre, ben sopra il target del 2%.
Stati Uniti: dati sul lavoro rinviati, trimestrali a due velocità
Negli USA la settimana è stata caratterizzata dal rinvio del cruciale job report di gennaio a causa dello shutdown parziale del governo federale, poi revocato martedì 4 febbraio. Il Bureau of Labor Statistics non ha potuto pubblicare i dati previsti per venerdì 6 febbraio come da calendario originale, lasciando temporaneamente i mercati senza informazioni fondamentali sul mercato del lavoro. La nuova data di pubblicazione è stata fissata per l’11 febbraio, cinque giorni dopo rispetto al programma iniziale.
Sul fronte delle trimestrali, la settimana ha mostrato risultati solidi ma ha spaventato i mercati per le dimensioni degli investimenti annunciati in intelligenza artificiale. Alphabet ha battuto le attese con ricavi di 113,8 miliardi di dollari (+18%) nel quarto trimestre e ha annunciato un raddoppio degli investimenti AI per il 2026, portandoli a 175-185 miliardi. Amazon ha registrato ricavi record di 213,4 miliardi (+14%) ma ha sorpreso negativamente annunciando capex da 200 miliardi nel 2026 per l’AI, circa il 60% in più rispetto al 2025. Il titolo ha perso l’11% nelle contrattazioni after-hours.
La notizia più clamorosa è arrivata però da Elon Musk: lunedì 2 febbraio SpaceX ha annunciato ufficialmente l’acquisizione di xAI, la sua startup di intelligenza artificiale, per circa 250 miliardi di dollari, creando un colosso da 1.250 miliardi di valore, la più grande società non quotata al mondo. Il progetto dichiarato prevede data center spaziali con un milione di satelliti alimentati da energia solare, per superare i limiti energetici terrestri dell’AI. Un’operazione visionaria che solleva interrogativi sulla sostenibilità tecnica ed economica, ma che integra definitivamente spazio, intelligenza artificiale e telecomunicazioni sotto un’unica struttura in vista della probabile IPO di SpaceX prevista per giugno 2026.
Cina e Asia: segnali contrastanti
La Cina ha aperto il 2026 con qualche incertezza. L’indice PMI manifatturiero è sceso a gennaio a 49,3 punti dai 50,1 di dicembre, tornando in territorio di contrazione e segnalando una debolezza della domanda interna nonostante gli stimoli governativi. I nuovi ordini sono calati a 49,2, mentre le esportazioni rimangono sotto pressione (47,8) a causa dei dazi e del rallentamento europeo. Le borse cinesi hanno però mostrato una certa resilienza con Shanghai in rialzo dello 0,8% e Shenzhen in progresso dello 0,3% durante la settimana.
Il governo di Pechino ha confermato l’impegno a sostenere i consumi interni nel 2026, con campagne di stimolo alla spesa e politiche di rottamazione per auto ed elettrodomestici, pur con intensità ridotta rispetto al 2025. Gli analisti concordano che la stabilizzazione del mercato immobiliare rimane la chiave per rilanciare la fiducia delle famiglie. In generale l’Asia continua ad attrarre l’attenzione degli investitori per le valutazioni attraenti e il potenziale legato all’intelligenza artificiale, con Corea del Sud e Taiwan particolarmente dinamiche grazie ai semiconduttori.
I mercati: settimana positiva nonostante le tensioni
Piazza Affari ha chiuso la settimana in rialzo dello 0,77%, con il FTSE MIB a 45.877 punti, nonostante il tracollo di Stellantis. Il rimbalzo tecnologico ha sostenuto le borse europee, mentre hanno brillato le banche italiane con le trimestrali di Intesa Sanpaolo, Banco BPM e Bper che hanno battuto le attese. Lo spread Btp-Bund si è mantenuto stabile oltre i 60 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,47%. Il Bitcoin ha recuperato dopo lo scivolone della vigilia, risalendo verso i 70.000 dollari. L’oro ha oscillato intorno ai 4.935 dollari l’oncia, mentre l’argento ha corso a 75,7 dollari con un balzo del 6,7%.







