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Stati Uniti, fiducia consumatori Michigan migliora ancora a febbraio 2026, ma clima rimane fragile

Negli Stati Uniti, a febbraio 2026, terzo mese di crescita consecutivo per l’indice di fiducia dei consumatori elaborato dall’università del Michigan. In Germania brutto dato sulla produzione industriale.

A febbraio 2026 l’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è salito a 57,3 punti, segnando il terzo aumento mensile consecutivo e superando le attese di mercato. Nonostante il miglioramento, il livello della fiducia resta circa il 20% inferiore rispetto a gennaio 2025, indicando un clima ancora fragile. L’aumento è stato trainato soprattutto dalle famiglie con una rilevante esposizione ai mercati azionari, mentre il sentiment dei nuclei senza investimenti finanziari è rimasto debole e invariato (il sondaggio non copre il sell off dei giorni scorsi).

Il report registra lievi progressi nella valutazione delle finanze personali e nelle condizioni di acquisto dei beni durevoli, compensati però da un peggioramento delle aspettative economiche di lungo periodo. Persistono timori legati all’erosione del potere d’acquisto causata dai prezzi elevati e al rischio di perdite occupazionali.

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Sul fronte inflazionistico, le aspettative a un anno sono scese nettamente (3,5% dal 4% precedente, minimo da gennaio dell’anno scorso), mentre quelle di lungo periodo sono aumentate leggermente(3,4% da 3,3%), confermando un quadro ancora incerto.

Giappone, spesa famiglie in calo a dicembre 2025.

A dicembre 2025 la spesa delle famiglie giapponesi ha registrato un calo del 2,6% su base annua, deludendo le attese di mercato che prevedevano una stabilità. Il dato conferma una contrazione più marcata rispetto al mese precedente e segnala una domanda dei consumatori ancora debole, penalizzata dall’elevato costo della vita. Questa persistente fragilità dei consumi rappresenta un ostacolo rilevante per la ripresa economica del Giappone e alimenta i timori su una crescita della domanda privata lenta, nonostante politiche monetarie accomodanti. Su base mensile, la spesa è diminuita del 2,9%, invertendo nettamente il forte rimbalzo di novembre.

India, banca centrale lascia i tassi invariati.

La Reserve Bank of India ha mantenuto invariato il tasso repo al 5,25%, dopo il taglio di 25 punti base deciso a dicembre. Una scelta in linea con le attese del mercato che riflette la fiducia in un’inflazione contenuta e in prospettive di crescita solide. A dicembre 2025, infatti, l’inflazione annua è salita all’1,33%, restando però ben al di sotto della banda di tolleranza, mentre il PIL ha segnato un’espansione dell’8,2%. Il contesto favorevole è sostenuto da maggiori spese pubbliche e dai recenti accordi commerciali con gli Stati Uniti. L’RBI ha inoltre rivisto leggermente al rialzo le stime di crescita e confermato gli altri tassi di riferimento.

Germana, produzione industriale in calo a dicembre 2025.

A dicembre 2025 la produzione industriale tedesca è diminuita dell’1,9% su base mensile, interrompendo una fase di crescita durata quattro mesi e registrando un risultato peggiore delle attese. Il calo è stato trainato soprattutto dalla forte contrazione dell’industria automobilistica, dei macchinari e delle attività di manutenzione e assemblaggio. A compensare solo in parte la flessione hanno contribuito l’aumento della produzione di metalli lavorati, di altri mezzi di trasporto e del settore delle costruzioni. Al netto di energia e costruzioni, l’attività industriale resta debole. Su base annua, la produzione industriale in Germania ha segnato una lieve diminuzione: -0,6%, in controtendenza rispetto al mese precedente.

Germania, esportazioni accelerano a dicembre 2025. Francia, sale il deficit commerciale.

Nel dicembre 2025 il surplus commerciale della Germania è salito a 17,1 miliardi di euro, superando le attese grazie a un forte rimbalzo delle esportazioni, cresciute del 4% e ai massimi da 20 mesi. L’aumento è stato sostenuto soprattutto dalle vendite verso Stati Uniti, Cina e Regno Unito, mentre le importazioni sono cresciute più moderatamente. Nel complesso del 2025, l’avanzo tedesco ha superato i 200 miliardi. In Francia, invece, il deficit commerciale si è ampliato a 4,8 miliardi a dicembre, riflettendo una crescita delle importazioni più sostenuta rispetto alle esportazioni, nonostante un lieve miglioramento del saldo sull’intero anno.

Canada, scende numero occupati a gennaio 2026.

A gennaio 2026 l’economia canadese ha perso 24,8 mila posti di lavoro, in controtendenza rispetto a fine 2025 e alle attese del mercato. L’aumento degli occupati a tempo pieno (+44 mila) è stato completamente annullato da un calo di quasi 70 mila occupati a tempo parziale. Si riduce il tasso di partecipazione e con esso anche quello di disoccupazione. Quest’ultimo passa dal 6,8% al 6,5%. Sul fronte dei salari, invece, si registra un ulteriore rallentamento nella crescita: la paga oraria è salita del +3,3% su base annua, contro il 3,7% del mese precedente.

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