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Giappone, l’OCSE raccomanda rialzi graduali dei tassi

Il primo Survey sull’economia giapponese dall’inizio del 2024 fotografa un paese in transizione, con l’inflazione che torna al 2% dopo decenni, ma con pressioni demografiche e fiscali ancora irrisolte. L’OCSE indica la strada: rialzi graduali dei tassi, riduzione del bilancio della banca centrale, consolidamento fiscale.

In sintesi

  • PIL: +1,2% nel 2025, atteso a +0,7% nel 2026 e +0,9% nel 2027
  • Inflazione: 2,0% nel 2026 e 1,9% nel 2027, in linea con il target della BoJ
  • Tasso di interesse attuale: 0,5% (rialzato dalla BoJ a gennaio 2026, massimo da 17 anni). OCSE stima 2% entro 2027
  • La BoJ sta riducendo gli acquisti mensili di JGB di circa 400 miliardi di yen per trimestre
  • Il debito pubblico rimane una priorità critica, con costi di servizio in crescita

Dopo decenni di inflazione prossima allo zero, l’economia giapponese si sta avviando verso un nuovo equilibrio a inflazione più alta. È il giudizio con cui l’OCSE ha aperto il suo Economic Survey of Japan 2026, presentato oggi a Tokyo dal Segretario Generale Mathias Cormann. Si tratta del primo report completo sull’economia giapponese dall’edizione del gennaio 2024, e arriva in un momento delicato: dopo una crescita dell’1,2% nel 2025, il PIL è atteso in frenata allo 0,7% nel 2026 e allo 0,9% nel 2027, nel contesto del rialzo dei prezzi energetici e dell’incertezza legata alle tensioni in Medio Oriente.

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Politica monetaria: normalizzazione graduale, senza fretta

Il capitolo più atteso riguarda le indicazioni alla Banca del Giappone. L’OCSE ritiene appropriato un ritiro graduale dell’accomodamento monetario, considerata la proiezione di un’inflazione sostenuta attorno al target del 2% e una crescita solida dei salari. Per l’istituto parigino la stima è di un rialzo graduale fino al 2% nel 2027. La BoJ ha già mosso passi concreti in questa direzione: a gennaio ha portato il tasso di policy dallo 0,25% allo 0,5%, il livello più alto in 17 anni, e sta riducendo gli acquisti mensili di titoli di Stato giapponesi (JGB) di circa 400 miliardi di yen per trimestre, con l’obiettivo di portarli a circa 3.000 miliardi entro il primo trimestre del 2026. Le

Sul fronte valutario, il documento inquadra la questione indirettamente ma con chiarezza: la normalizzazione dei tassi è anche uno strumento per ridurre il differenziale con le altre banche centrali che ha a lungo tenuto lo yen su livelli depressi. Le aspettative di inflazione delle imprese sono salite moderatamente al 2,5%, 2,4% e 2,3% rispettivamente a uno, tre e cinque anni, secondo il Tankan Survey. Un ancoraggio delle attese che, secondo l’OCSE, giustifica la prosecuzione del percorso restrittivo — pur senza accelerazioni brusche che potrebbero destabilizzare il mercato obbligazionario.

Consolidamento fiscale: la priorità strutturale

Mettere il debito pubblico su una traiettoria chiaramente discendente deve essere una priorità. L’OCSE chiede riforme organiche per contenere la crescita della spesa su pensioni, sanità e assistenza a lungo termine, e raccomanda di aumentare gradualmente l’aliquota IVA per costruire margini fiscali. Limitare il ricorso a bilanci supplementari è necessario per rafforzare il quadro fiscale basato su regole e migliorare la prudenza di bilancio. La nota sulla spesa straordinaria del 2026 — un allentamento temporaneo legato al nuovo pacchetto di stimolo fiscale — viene tollerata, ma con la raccomandazione esplicita che tali misure siano limitate a periodi di shock su larga scala.

Produttività e mercato del lavoro

Il reddito pro capite rimane circa il 30% al di sotto della metà superiore dei paesi OCSE, con la produttività del lavoro tra le più basse dell’organizzazione. Semplificare le procedure amministrative per l’ingresso e la registrazione delle imprese aumenterebbe il dinamismo imprenditoriale e stimolerebbe guadagni di produttività. Sul lavoro, le riforme devono proseguire: la quota di donne e lavoratori anziani nell’occupazione non regolare resta alta, e aumentare la flessibilità dei contratti regolari aiuterebbe a superare il dualismo del mercato del lavoro.

Il quadro complessivo che emerge dal rapporto OCSE è quello di un Giappone a un bivio: si intravede l’uscita dalla trappola deflazionistica, ma la strada verso una crescita robusta e sostenibile passa per scelte politiche difficili — fiscali, monetarie e strutturali.

Foto di Sofia Terzoni

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