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Regno Unito, la BoE lascia i tassi invariati (e un board spaccato)

Nel Regno Unito la BoE lascia i tassi invariati, ma 4 membri su 9 erano favorevoli ad un taglio di 25 punti base. Nell’Eurozona vendite al dettaglio in calo anche a settembre 2025. Negli Stati Uniti crescono gli annunci di tagli occupazionali.

Nel Regno Unito la banca centrale (BoE) lascia i tassi invariati nella riunione di novembre 2025, una decisione in linea con le attese ma che mostra la forte discussione in atto all’interno del board. 4 dei 9 membri, infatti, si sono dichiarati favorevoli ad una riduzione di 25 punti base. La maggioranza ha giustificato la scelta di mantenere il riferimento al 4% con la necessità di avere ulteriori prove del processo disinflazionistico iniziato. Il board conferma che il picco inflattivo è alle spalle, la pressione sui salari continua a scendere, ci sono segnali di riduzione dell’inflazione sui servizi e un’economia che cresce debolmente aiuta ulteriormente il processo disinflattivo. Se tutto procederà su questa strada, dice la BoE, si procederà con un’ulteriore allentamento della politica monetaria restrittiva.

Australia, esportazioni tornano a crescere nel mese di settembre 2025.

A settembre 2025 le esportazioni australiane hanno registrato una crescita su base mensile del 7,9%, in controtendenza rispetto al risultato di agosto. A trainare l’export è stata la domanda estera di oro per utilizzo non monetario (+62%). Per quel che riguarda i principali partner commerciali, le esportazioni sono cresciute nei confronti della Cina (+9,7%), ma anche verso gli Stati Uniti (+24,4%). Con le importazioni cresciute solo dell’1,1%, il surplus della bilancia commerciale australiana è salito a 3,94 miliardi di dollari australiani; in crescita rispetto al mese precedente e sopra le attese del mercato.

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Eurozona, settore costruzioni peggiora a ottobre 2025.

Nuovo peggioramento per il sondaggio PMI del settore costruzioni dell’area Euro. A ottobre 2025 l’indicatore scivola a 44 punti, minimo da febbraio scorso, prolungando ulteriormente la lunga fase di contrazione del settore. A livello nazionale si registrano pesanti passi indietro per Germania e Francia (qui il PMI scende sotto la soglia dei 40 punti); torna in zona espansione, invece, il settore costruzioni italiano.

Eurozona, vendite al dettaglio in calo anche a settembre 2025.

A settembre 2025 le vendite al dettaglio nell’area Euro sono scese dello 0,1% su base mensile, registrando così il terzo mese consecutivo senza crescita ed il secondo consecutivo di calo. Le attese erano per un incremento dello 0,2%. Le vendite di carburante sono calate dell’1% registrando il terzo mese consecutivo con il segno meno. In negativo anche le vendite di beni non alimentari, mentre quelle di beni alimentari hanno registrato una crescita nulla rispetto ad agosto. Su base tendenziale la crescita scende all’1%, in linea con le attese e sei decimi sotto il riferimento di agosto. A livello nazionale si registrano numeri negativi per Italia e Francia, mentre vendite al dettaglio in crescita si segnalano in Spagna e Germania.

Ottobre 2025, netto aumento degli annunci di tagli occupazionali negli Stati Uniti.

Nel ottobre 2025, i datori di lavoro statunitensi hanno annunciato 153.074 licenziamenti, il numero più alto per questo mese dal 2003 e quasi il triplo rispetto ai 54.064 di settembre. I settori più colpiti sono stati quello della logistica (47.878 tagli), tecnologia (33.281), alimentare (10.662) e pubblica amministrazione (7.883). Secondo Andy Challenger di Challenger, Gray & Christmas, il ritmo dei licenziamenti è insolitamente elevato: alcune industrie stanno correggendo gli eccessi di assunzioni della pandemia, mentre l’adozione dell’IA, il calo della spesa di consumatori e aziende e l’aumento dei costi stanno portando a nuove misure di contenimento e blocchi delle assunzioni. Chi perde ora il lavoro fatica maggiormente a trovarne uno nuovo, segnale di un mercato del lavoro in indebolimento. Da gennaio a ottobre, i tagli annunciati hanno raggiunto 1.099.500, il totale più alto dall’epoca pandemica e il 44% in più rispetto all’intero 2024. Nel 2025, il settore pubblico guida i licenziamenti con 307.638 posti eliminati, seguito dalla tecnologia con 141.159.

Foto di PublicDomainPictures

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