Il 26 novembre – data al momento indicata per la presentazione della manovra fiscale inglese – si avvicina a grandi passi e il cammino di fronte al cancelliere dello scacchiere Rachel Reeves non è di certo tra i più piacevoli da percorrere.
A ricordarlo è anche il NIESR (National Institute of Economic and Social Research) che nel suo Economic Outlook lancia un allarme sul sistema finanziario britannico: il debito pubblico è «su una traiettoria insostenibile» e il governo della cancelliera Rachel Reeves si trova di fronte a decisioni difficili nel bilancio prossimo. Il think-tank evidenzia che con i tassi d’interesse che superano la crescita economica, anche solo mantenere il debito stabile richiede che il bilancio presenti un avanzo primario — cioè che le entrate superino le spese escluse quelle per interessi.
Dal rapporto del NIESR emergono alcuni numeri chiave: la crescita del PIL è prevista attorno all’1,3%-1,5% per il 2025, ma le prospettive a medio termine restano deboli. Nel frattempo, il debito pubblico è vicino al 100% del PIL e senza correzioni potrebbe aumentare ulteriormente. Il report segnala che il governo ha già un buco da decine di miliardi di sterline da coprire per rispettare la prima delle sue regole fiscali (pareggio corrente) entro la fine del decennio.
Nel suo Outlook il NIESR suggerisce di impostare la prossima manovra finanziaria seguendo tre linee guida principali:
Generare un avanzo primario e creare un cuscinetto di sicurezza. Il NIESR sottolinea che non basta solo puntare all’equilibrio tra spese correnti e entrate: c’è bisogno anche di un «cuscinetto» finanziario per far fronte a shock futuri. Il think-tank stima che serva una manovra aggiuntiva dell’ordine di £ 30-50 miliardi di sterline (in termini di maggiori entrate o minori spese) per ricostruire un margine di sicurezza. Senza questo “cuscinetto di sicurezza”, anche una lieve frenata economica o un’impennata dei tassi potrebbe far ripartire la salita del debito.
Riformare il sistema fiscale e ridare slancio alla crescita. Oltre alla correzione dei conti pubblici, il NIESR richiama l’attenzione sulla scarsa crescita della produttività del Regno Unito e sul ristagno dei livelli di vita, soprattutto per le fasce meno abbienti. Di conseguenza, il governo dovrebbe cogliere l’occasione della manovra per introdurre riforme fiscali mirate: ad esempio rendere il sistema più semplice, incentivare investimenti, ridurre le barriere alla crescita. In alternativa, solo il rigore dei conti rischia di reprimere ulteriormente la crescita.
Bilanciare rigore e investimenti produttivi. Il messaggio del NIESR non è solo di austerità: occorre evitare che le misure correttive sacrifichino la capacità del paese di investire nel futuro. Per esempio, infrastrutture, istruzione, ricerca dovrebbero essere parte della strategia. Il problema, spiega il think-tank, è che senza un forte miglioramento della produttività, il Regno Unito rischia di restare bloccato in una «trappola di bassa crescita».
In definitiva, la strada di fronte al governo Starmer e alla cancelliera Reeves è strettissima. Da un lato servono correzioni finanziarie sostanziali e immediate per stabilizzare i conti pubblici; dall’altro è indispensabile che queste misure siano accompagnate da una strategia di crescita strutturale. O si costruisce un margine finanziario oggi — con le inevitabili scelte difficili — o si rischia di perdere non solo la tenuta dei conti ma anche la capacità del paese di crescere nei decenni a venire.
Foto di Kai Pilger







