A maggio le spese personali negli Stati Uniti sono diminuite dello 0,1% su base mensile (-0,3% al netto dell’inflazione), segnando il primo dato negativo da gennaio e in controtendenza rispetto alle attese. Nello stesso mese, i redditi personali sono scesi dello 0,4%, primo calo dal settembre 2021, a causa di una marcata riduzione delle componenti non salariali, in particolare dei trasferimenti pubblici e dei redditi da proprietà. Il tasso di risparmio continua a diminuire, fermandosi al 4,5%.
Per quanto riguarda i prezzi, l’inflazione PCE è aumentata di due decimi su base mensile, un decimo oltre le attese. Su base annua, la componente core è salita al 2,7%, contro attese di una lettura stabile al 2,6%. Ora la palla passa alla Fed: considerare questi dati come un segnale di stabilizzazione dei prezzi e procedere con il primo taglio dei tassi del 2025, o attendere ancora?
Giappone, vendite al dettaglio in calo a maggio.
Nel mese di maggio, le vendite al dettaglio in Giappone sono diminuite dello 0,2% rispetto al mese precedente, invertendo la tendenza di aprile e registrando il secondo dato negativo mensile dall’inizio del 2025. Su base annua, la variazione è stata del +2,2%, il livello più basso da febbraio e cinque decimi sotto le attese. Si tratta comunque del 38º mese consecutivo di crescita, a conferma del fatto che l’aumento dei salari continua a sostenere la domanda interna giapponese.
Eurozona, inflazione sopra le attese a giugno per Spagna e Francia.
A sorpresa, l’inflazione ha accelerato a giugno in Spagna e Francia. In Spagna, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,6% su base mensile, portando il dato annuo al 2,2%, due decimi oltre le attese. Il rialzo è dovuto soprattutto all’aumento della componente energia, mentre la componente core è rimasta stabile al 2,2%.
In Francia, l’inflazione annua è salita allo 0,9%, due decimi sopra le attese e rispetto al mese precedente. L’aumento è stato trainato dai prezzi dei beni alimentari e dei servizi, mentre la componente energia resta in deflazione, sebbene con un ritmo meno marcato rispetto a maggio. La versione armonizzata è salita allo 0,8% su base annua, un decimo sopra le attese e due decimi oltre il dato precedente.
Eurozona, scende fiducia settore privato a giugno.
A giugno, l’Economic Sentiment Indicator (ESI) dell’Eurozona è sceso a sorpresa a 94 punti, otto decimi in meno rispetto al mese precedente e oltre un punto sotto le attese. Il calo è attribuibile soprattutto al peggioramento nei settori industriale e del commercio al dettaglio, mentre si registrano miglioramenti nei servizi e nelle costruzioni. In flessione anche la fiducia dei consumatori.
Tra i fattori che pesano sull’ottimismo degli operatori vi sono il calo delle aspettative sulla produzione e sugli ordinativi. A livello nazionale, le contrazioni più marcate si registrano in Francia e Spagna. L’indice rallenta anche in Germania, mentre resta stabile in Italia.
Stati Uniti, lettura finale dell’indice fiducia Michigan di giugno.
La lettura finale di giugno dell’indice di fiducia dei consumatori statunitensi, elaborato dall’Università del Michigan, conferma il miglioramento rispetto a maggio e rivede leggermente al rialzo la stima preliminare: da 60,5 a 60,7 punti. Il miglioramento è legato alla componente relativa alle condizioni attuali, mentre quella sulle aspettative ha registrato un lieve calo.
Sul fronte dell’inflazione, le aspettative a 12 mesi scendono al 5% (dal 5,1% della stima preliminare), mentre quelle a medio termine calano al 4% (dal 4,1%).
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