Sondaggi PMI di maggio, segnali positivi per l’Eurozona (e per la BCE)

Le stime flash dei sondaggi PMI di maggio confermano il generale stato di salute del settore privato, con l’Eurozona che registra segnali positivi sulla Germania e sulla dinamica dei prezzi. Questo ed altro nella K Briefing di oggi.

Sondaggi PMI di maggio, segnali positivi per l’Eurozona (e la BCE). La stima flash dei sondaggi PMI di maggio conferma i segnali positivi già evidenziati nel mese precedente, con un recupero della manifattura ed il proseguo del momento favorevole dei servizi. Vediamo le principali aree economiche.

Australia. Quarto mese in zona espansione consecutivo per il settore privato australiano, il PMI composite scende di qualche decimo a causa di un rallentamento nel ritmo di crescita del settore servizi e si ferma a quota 52.6 punti. Migliora il settore manifattura che però rimane ancora in zona contrazione a 49.6 punti. Sul fronte dei prezzi continua a salire la pressione su quelli di produzione, sia per la manifattura che per i servizi e questo potrebbe tramutarsi in una nuova spinta al rialzo per i prezzi al consumo.

Giappone. Sesto mese consecutivo in zona espansione per il settore privato giapponese, il PMI composite sale a quota 52.4, massimo dallo scorso agosto. La manifattura torna sopra quota 50 dopo il brutto dato di aprile, mentre il settore servizi colleziona il 21° mese consecutivo in zona espansione anche se il ritmo di crescita rallenta leggermente rispetto al mese precedente (massimo a 8 mesi). Sul fronte dei prezzi la situazione si fa più rosea, con la pressione in calo sia su quelli di produzione, sia su quelli al consumo (anche se i livelli sono comunque sopra la media storica del sondaggio).

Eurozona. Migliora la Germania e rallenta la Francia. In estrema sintesi questi sono i due movimenti più significativi all’interno del blocco. Il settore privato dell’Eurozona si conferma per il terzo mese consecutivo in zona espansione, raggiunge quota 52.3, massimo da un anno a questa parte, e continua il filotto di mesi in crescita consecutivi; ora sono 5. La ripresa è guidata dai servizi che si confermano in espansione per il quarto mese consecutivo, mentre i segnali di recupero si fanno più convincenti per la manifattura. Particolarmente interessante il dato tedesco. Il settore servizi vola a 53.9, sopra le attese e massimo a 11 mesi, mentre la manifattura tedesca recupera e sale a quota 45.4, massimo a quattro mesi. Segnali meno incoraggianti arrivano dalla Francia che a maggio vede il settore privato tornare in zona contrazione a causa di un peggioramento del settore servizi. Buone notizie sul fronte dei prezzi, con la pressione in calo sia su quelli alla produzione, sia su quelli di vendita.

Gran Bretagna. Torna in zona espansione la manifattura inglese ma cala il ritmo di crescita del settore servizi. Il risultato è un PMI composite in calo rispetto al mese di aprile ma ancora abbondantemente sopra quota 50 per il settimo mese consecutivo. Sul fronte dei prezzi il sondaggio registra il livello più basso da tre anni a questa parte per quelli di vendita, conseguenza di una minor pressione su quelli di produzione.

USA, mercato del lavoro. Seconda settimana di calo consecutiva per i nuovi sussidi di disoccupazione negli USA. La scorsa settimana sono stati 215 mila, 5 mila in meno rispetto alle attese del mercato. I dati di maggio rimangono sopra la media registrata ad inizio anno, piccolo segnale di un mercato del lavoro un po’ meno rampante. I sussidi continuativi salgono di 8 mila unità ma rimangono ancora sotto la soglia degli 1,8 milioni.

USA, indice CFNAI di aprile. Secondo mese consecutivo sotto lo zero per l’indice dell’attività economica nell’area di Chicago. L’indicatore elaborato dalla FED scende a -0.23 punti, minimo da gennaio scorso. Contributo negativo da tutte le componenti con un significativo peggioramento per quella relativa ai consumi (-0.07 da +0.01). Rallentamento si ma segnali di recessione ancora no: il CFNAI Diffusion Index risale da -0.08 a -0.07, tenendosi a distanza dal livello considerato come segnale dell’arrivo di una recessione entro 12 mesi.

Eurozona, fiducia dei consumatori a maggio. Quarto mese di miglioramento consecutivo per l’indice di fiducia elaborato dalla Commissione Europea. La stima flash di maggio sale a -14.3, miglior risultato dal febbraio del 2022. A muovere verso l’alto l’indicatore è sempre l’aspettativa di un prossimo taglio dei tassi di interesse da parte della BCE

Foto di THAM YUAN YUAN

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