Gran Bretagna, peggiora quadro occupazione. Cina, economia si rafforza

Peggiora il quadro dell’occupazione in Gran Bretagna, con oltre 370 mila licenziamenti nel trimestre da agosto ad ottobre. Dalla Cina ancora dati positivi, produzione industriale, vendite al dettaglio ed investimenti accelerano. Questo ed altro nella K Briefing di oggi.

Gran Bretagna, peggiora quadro occupazione. Nel trimestre agosto-ottobre il tasso di disoccupazione inglese raggiunge il 4.9%, livello più alto dal 2016, un punto percentuale sopra il rilevamento di gennaio 2020. Il numero di licenziati nei tre mesi in considerazione è da record: 370 mila, 217 mila in più rispetto al periodo precedente. Il tasso di occupazione scende al 75.2%; da inizio pandemia ad oggi ci sono 819 mila occupati in meno.

A novembre tornano a salire le richieste di sussidi di disoccupazione, dopo due mesi con il segno meno, il Claimant Count cresce di 64,3 mila unità.

Gli analisti spiegano la durezza di questi dati (poco importa che il tasso di disoccupazione sia leggermente migliore delle attese) come la reazione delle aziende di fronte alla possibile fine dei programmi di integrazione salariale di emergenza, prevista inizialmente per il 31 ottobre. La misura è stata poi prorogata fino a marzo 2021 ma oramai l’adattamento della forza lavoro alla diminuita domanda era già iniziato. Per la Gran Bretagna un ulteriore passo verso il picco della disoccupazione (il governo lo stima al 7.5% verso metà 2021), per molti paesi europei un’anteprima di quanto potrà succedere al termine dei propri programmi di supporto ai salari.

Cina, economia si rafforza nell’ultimo trimestre. Prosegue la fase di recupero dell’economia cinese, lo confermano i nuovi dati macro di novembre 2020. La produzione industriale è cresciuta per l’ottavo mese consecutivo, segnando un +7% su base annua e portando la crescita di produzione acquisita per il 2020 al 2.3%. Quarto mese di crescita consecutiva anche per le vendite al dettaglio. A novembre la crescita è del 5%, il livello più alto dal dicembre 2019, il mese precedente alla diffusione del covid-19 sul suolo cinese. Da gennaio il livello delle vendite è ancora in calo, a -4.8%. Aumentano anche gli investimenti fissi (macchinari, immobili ed infrastrutture). Da gennaio a novembre la crescita è del 2.6%, più delle attese e quasi un punto supra alla crescita registrata nei primi 10 mesi dell’anno, a dimostrazione dell’accelerazione impressa dal mese di novembre. Si muove al rialzo anche il mercato del lavoro, con il dato ufficiale del tasso di disoccupazione che scende al 5.2% (quarto mese di calo consecutivo).

Al momento le proiezioni del PIL per l’ultimo trimestre segnano un +5.5% su base annua, un dato che però i numeri dei primi due mesi del trimestre potrebbero migliorare ulteriormente.

USA, produzione industriale a novembre. Secondo mese di crescita consecutivo per la produzione industriale statunitense, ma il ritmo è più blando rispetto ad ottobre (+0.4% contro +0.9%). Settimo mese consecutivo di crescita per la produzione del settore manifatturiero, ancora spinta dall’automotive. Aumenta la percentuale di capacità produttiva utilizzata, il 73.3% di novembre è 9 punti sopra il bottom di aprile ma ancora 6 punti abbondanti sotto la media di lungo periodo.

USA, NY Empire Index di dicembre. Quarto mese di calo consecutivo per l’indice dell’attività manifatturiera di New York. A dicembre è 4.9, il dato più basso da agosto, sui livelli di gennaio 2020. Tre i dati interessanti. Un miglioramento significativo della componente occupazione; una crescita in accelerazione dei prezzi degli input; un’aspettativa che rimane orientata all’ottimismo per l’evoluzione della situazione economica nei prossimi sei mesi.

Foto di Free-Photos

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