Focus sulla manifattura, a maggio segnali di lenta stabilizzazione

Questo primo lunedì di giugno è un focus sulla manifattura, con tanti dati dei sondaggi PMI relativi al mese di maggio. La Cina rivede la zona espansione, mentre per l’Eurozona e gli USA solo piccoli miglioramenti sotto quota 50. Peggiorano Giappone e Corea del Sud. Questo ed altro nella prima K Briefing della settimana.

Cina, Caixin manifattura torna sopra quota 50 a maggio. L’indice dei direttori d’acquisto del settore manifatturiero torna a maggio sopra quota 50. Un risultato che però va letto nel dettaglio per non rischiare di arrivare a facili conclusioni. Il settore recupera ritmo, con i volumi di output che toccano i massimi dal 2011 ed un incremento sostenuto degli acquisti. Ma, allo stesso tempo, c’è la riduzione – prima volta dal febbraio del 2016 – dei backlogs, vale a dire del lavoro arretrato. Questo dato va letto assieme ad altri due segnali importanti che arrivano dal PMI Caixin: continua a scendere la componente occupazione; continuano a scendere le esportazioni. Insomma, la locomotiva cinese sta bruciando in grandi quantità il carbone accumulato nei mesi di lockdown ma tardano ad intravedersi nuovi vagoni carichi di propellente. Il morale rimane comunque ben intonato, probabilmente nell’attesa che l’uscita dal lockdown dei paesi occidentali rimpolpi la lista degli ordinativi.

Eurozona, manifattura ancora in contrazione, niente sorprese dal dato definitivo dei PMI. L’indice PMI manifatturiero di maggio per l’eurozona si ferma a 39.4, in recupero rispetto al mese di aprile ma sostanzialmente senza variazioni dalla stima preliminare. Tutte le componenti continuano a scivolare verso il basso ma decisamente con minor intensità. Un morale ai massimi da tre mesi permette all’indice complessivo di migliorare rispetto ad aprile, rimanendo ampiamente in area contrazione. Un dato su tutti: gli ordini verso l’estero sono calati con la seconda percentuale più alta di sempre. Chris Williamson di IHS Markit sottolinea la stabilizzazione del dato, un fenomeno che potrebbe anticipare il ritorno sopra quota 50 già nel terzo trimestre. A livello nazionale si riscontrano dati simili. Bene l’Italia (45.4, meglio delle attese) sopra la media. Risultati meglio delle attese anche per Francia e Spagna. Male, invece, la Germania che con il suo settore auto ancora zoppicante rimane sotto quota 40 (39.4).

UK, manifattura ancora in contrazione. Anche per la Gran Bretagna il PMI di maggio mostra un settore manifatturiero ancora in contrazione ma in rimbalzo rispetto al bottom di aprile. Il dato definitivo conferma così la stima preliminare e porta l’indice a 40.7 dal 32.6 del mese precedente. Per quanto riguarda le varie componenti le dinamiche sono simili a quelle viste per l’eurozona . Pesante la situazione sul fronte occupazionale, con la variazione negativa del sottoindice che tocca il secondo livello più basso di sempre.

Asia/Pacifico Giappone e Corea del Sud in controtendenza. Rintracciano gli indici PMI manifatturieri di Giappone e Corea del Sud. In controtendenza rispetto alle altre rilevazioni, il mese di maggio segna una frenata della manifattura per i 2 paesi asiatici. Per il Giappone è il 4° mese di calo, con il PMI che raggiunge il minimo a 11 anni. In entrambi i paesi rimane orientato al pessimismo anche il morale degli operatori. In Australia l’AIG PMI manifatturiero rimbalza dai minimi di aprile rimanendo comunque sotto quota 50.

India, disoccupazione maggio ancora sui record. A maggio il tasso di disoccupazione indiano si mantiene sui livelli record raggiunti in aprile (23.5%).

USA, ISM manifatturiero torna a crescere ma meno delle attese. A maggio l’attività economica americana prova a rialzare la testa, ma il risultato è inferiore alle attese. L’ISM manifatturiero si blocca a 43.1 da 41.5. Un segno di stabilizzazione e di transizione, dicono dall’istituto americano, che segnala la riapertura sul finir del mese di molte attività. Solo 3 settori marciano in espansione: alimentare, bevande e tabacco; il resto è ancora in contrazione, con una domanda incerta. L’analogo indicatore elaborato da IHS Markit si fissa a 39.8, in leggera risalita rispetto ad aprile.

Foto di alexeva8

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