Il mondo dopo il covid-19

Il mondo dopo il covid-19 non sarà più lo stesso. Abbiamo sentito pronunciare questa frase tante volte nel corso degli ultimi giorni. Al di là della retorica, per molti settori, sarà davvero così.

Le falle che si sono aperte con il diffondersi dell’epidemia nel mondo occidentale dovranno essere chiuse, verosimilmente, ripensando in maniera strutturale molti aspetti dell’economia globalizzata.

La storia ci dice che la straordinaria capacità di adattamento che contraddistingue gli uomini ha sempre saputo trovare nuovi punti di partenza dove, oramai, sembrava ci fosse soltanto una bandiera a scacchi.

Ma come sarà, allora, il mondo dopo il covid-19? Naturalmente nessuno può delinearlo con precisione, nel mezzo della tempesta è difficile sapere quale sarà il punto di approdo esatto della nostra barca. Possiamo però osservare la direzione del vento, scrutare dove il cielo si fa più chiaro e provare quantomeno a tracciare una rotta di massima.

Questa crisi è nata prima di tutto come una crisi dell’offerta. Colpendo la Cina, il virus ha di fatto paralizzato il cuore pulsante dell’economia mondiale. Abbiamo imparato nelle ultime settimane che dalla Cina arrivano molti dei prodotti che sono nelle nostre case. Interi settori tecnologici dipendono dai componenti prodotti in terra cinese. Questa dipendenza ha funzionato benissimo fino a che il sole splendeva alto nel cielo del mondo post crisi finanziaria del 2008. Le aziende ampliavano i loro profitti, producendo o facendo produrre dove conveniva di più e, grazie ad una catena commerciale sempre più veloce, potevano vendere i propri prodotti ovunque nel mondo. Questa esperienza cambierà probabilmente il modo di produrre, è lecito attendersi una sorta di diversificazione della produzione che porterà all’apertura di stabilimenti in nuovi paesi od il ritorno di intere linee produttive in patria.

Anche il mercato del lavoro potrebbe uscire fortemente modificato da questa esperienza. Queste settimane di smart working saranno analizzate in profondità dalle aziende e dalle pubbliche amministrazioni. Naturalmente non potremo tutti lavorare da casa, ma molte mansioni potranno tranquillamente essere svolte a distanza. Un cambiamento che coinvolgerà molti aspetti del lavoro come lo intendiamo ora: salari, tutele, costi. Opportunità nuove, certo, ma anche molte incognite e qualche rischio.

In queste settimane ci stiamo accorgendo del vantaggio competitivo enorme delle strutture commerciali che si sono attrezzate per la vendita online. L’e-commerce appartiene alla grande famiglia dei megatrend (ne abbiamo parlato qui) e già prima della crisi stava mostrando enormi passi avanti. I dati sulle vendite al dettaglio di fine 2019 ne sono la prova. L’adozione del commercio a distanza potrebbe stravolgere interi settori, modificare i rapporti di forza tra i vari player del mercato, ridurre o quantomeno contenere lo strapotere di alcuni colossi internazionali.

Foto di Josep Monter Martinez

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