Mercati finanziari. Le prospettive al giro di boa del 2019

Arrivati a metà dell’anno possiamo fare il punto su quello che è successo o non successo fino a qui sui mercati finanziari. Cosa attenderci per il secondo semestre 2019?

Partiamo dalla situazione economica mondiale. I dati ci confermano che, dazi o non dazi, stiamo vivendo un periodo di rallentamento. In modo più o meno evidente, la crescita delle principali economie inizia a mostrare segnali di affaticamento. Gli analisti sembrano confermarlo. Morgan Stanley, per bocca del CIO Mike Wilson, continua a confermare lo scenario negativo disegnato ad inizio anno. Occhi puntati sul mercato del lavoro, una diminuzione della forza lavoro, ultima spiaggia utilizzata dalle società per salvaguardare i margini, potrebbe essere il segnale scatenante per i mercati finanziari.

Gli analisti di Citi Bank, Mark Schofield e Benjamin Nabarro, si focalizzano invece sulle tensioni commerciali internazionali. La guerra dei dazi, indicata da inizio anno come una delle patate bollenti del 2019, ha vissuto sino a qui momenti contrastanti. Da possibili aperture ad inasprimenti. La situazione attuale, sostengono in Citi, rende probabile uno scenario “orso” per le borse mondiali già entro l’anno se non si arriverà a qualche certezza. Un punto fondamentale, forse anche di non ritorno, potrebbe tracciarlo il G-20 prossimo. In questo senso gli analisti della Citi hanno elaborato 3 scenari e le rispettive conseguenze sui mercati finanziari.

Nel caso si raggiunga un accordo sui dazi al G-20 l’azionario potrebbe godere di nuovo “carburante” con la Fed che, visto il nuovo scenario, si manterrebbe neutrale ancora per un po’.

Nel caso di non accordo al G-20 e di non intervento da parte della Fed, in Citi Bank prevedono mesi nerissimi; con le borse in picchiata, l’oro in salita verso i 1600 dollari l’oncia ed il biglietto verde pronto a rafforzarsi ulteriormente.

L’ultimo scenario prevede un intervento della Fed a calmierare gli effetti di un non accordo sui dazi al G-20. In questo caso le borse reagirebbero positivamente di fronte ad un denaro meno caro ed anche il dollaro tenderebbe ad indebolirsi.

In questo quadro, ampiamente focalizzato sul duello USA-CINA, non bisogna dimenticare due fattori altrettanto importanti. Da un lato i movimenti europei, dall’altro i bassi livelli di inflazione.

Brexit e Italia potrebbero essere le due variabili principali del secondo semestre sullo scacchiere europeo. Dalle parti di Londra è iniziata la surreale caccia al successore di Theresa May. Se, come sembra per il momento, il successore sarà Boris Johnson, l’ipotesi Hard Brexit spiccherebbe il volo con conseguenze facilmente prevedibili. A Westminster lo scacco matto sembra servito, visto che i sondaggi danno comunque il partito della Brexit in vantaggio anche in caso di nuove elezioni. A Bruxelles si attende ma le speranze di giungere ad un accordo, al momento, sembrano ridotte al lumicino. La nuova commissione potrebbe poi dover spendere diverse energie in una trattativa con l’Italia sul fronte debito/pil ed infrazione connessa. Le manovre sui Minibot non sono piaciute ai mercati che continuano a tenere sul filo dei 300 i punti lo spread. Preallarme da non buttare in “caciara”. Se la congiuntura internazionale dovesse volgere al peggio l’autunno europeo potrebbe trasformarsi in qualcosa di simile ad una nuova crisi finanziaria.

A margine, e nemmeno tanto, di tutte queste intricate vicende politico/economiche, si riaffaccia un vecchio tema: la bassa inflazione. Il recente sondaggio condotto dalla Fed di New York ha confermato la china discendente del livello dei prezzi. L’aspettativa sull’inflazione ad un anno è calata ai livelli minimi dal 2007 e questo, secondo la banca, si traduce in livelli attuali di inflazione che continuano a persistere sotto il target del 2%. Tutto questo genera nuove pressioni sulle Banche Centrali (FED in primis), costrette – molto probabilmente – a deporre l’ascia di guerra e tornare ad una politica espansiva già entro dicembre. Goldilock again? Forse la seconda metà del 2019 potrebbe anche essere questo. Vedremo.

Foto di freakwave da Pixabay

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