Le domande improvvise. Cos’è l’isteresi della disoccupazione?

Secondo molti economisti una perdurante fase di bassa occupazione avrebbe effetti strutturali sulla disoccupazione. Si parla in questo caso di isteresi della disoccupazione.

L’isteresi è un concetto della fisica e si riferisce, in parole molto semplici, a quel fenomeno per il quale un oggetto a cui è stata applicata una forza esterna non ritorna al suo stato originale, anche quando la forza esterna è stata rimossa.

Nel mercato del lavoro alcuni economisti hanno intravisto un esempio di isteresi osservando come il livello di disoccupazione naturale si modifichi nel tempo e dipenda in qualche modo dai livelli passati di disoccupazione effettiva. In questo senso si parla di isteresi della disoccupazione come di quel fenomeno per cui un cambiamento nella domanda aggregata (la forza esterna) che modifichi il livello di disoccupazione effettiva, cambi, in maniera persistente, il livello di disoccupazione naturale.

Secondo una delle diverse spiegazioni del fenomeno, le variazioni del tasso di disoccupazione avrebbero un effetto negativo sui lavoratori disoccupati. In altre parole un alto tasso di disoccupazione, per un periodo abbastanza lungo, creerebbe sui lavoratori una riduzione dell’aspettativa di essere assunti, tale da scoraggiare la loro attività di ricerca di una occupazione e di formazione.

Secondo questa teoria, alti tassi di disoccupazione per lunghi periodi creerebbero un innalzamento del tasso naturale di disoccupazione, influendo negativamente sulla disoccupazione di tipo strutturale.

Confronto tra tasso NAIRU (valori a sinistra) e disoccupati di lungo periodo (in migliaia, a destra) in Italia (1983-2014) – Fonte dati: OECD

L’isteresi della disoccupazione è una delle spiegazioni utilizzate per descrivere il fenomeno, molto europeo, di innalzamento del tasso di disoccupazione naturale iniziato negli anni 80.

Andamento tasso di disoccupazione effettivo (valori a destra) e NAIRU (valori a sinistra) in Italia dal 1983 al 2014 – Fonte dati: OECD

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