L’inflazione negli Stati Uniti torna ad accelerare a settembre 2026, raggiungendo il 3,7% annuo dal 3,4% registrato nei due mesi precedenti e superando le attese fissate al 3,6%. A spingere i prezzi è soprattutto il costo dell’energia (+20,4%), mentre l’inflazione alimentare si attesta al 2,5%. Su base mensile, il CPI aumenta dello 0,6%, il massimo da cinque mesi a questa parte, con la benzina in rialzo del 9,1%, responsabile di oltre metà dell’incremento complessivo. Segnali di persistenza emergono anche dall’inflazione core, salita al 2,6% annuo dal 2,4%, oltre le previsioni. La variazione mensile resta allo 0,3%, contro attese di un rallentamento allo 0,2%, sostenuta dai costi abitativi (+0,4%), dai servizi di trasporto (+0,6%) e dalla riaccelerazione dei servizi sanitari. Il quadro rafforza i timori di pressioni inflazionistiche diffuse e aumenta le possibilità che la Federal Reserve possa decidere per un nuovo intervento entro fine anno. Attualmente le probabilità sono al 37% per ottobre e al 46% per dicembre.
Cina, inflazione accelera a settembre ma sotto le attese
L’inflazione in Cina accelera lievemente a settembre 2026, raggiungendo lo 0,9% su base annua, un decimo in più rispetto al mese precedente ma sotto le attese del mercato (1%). Il rialzo, massimo da giugno scorso, riflette soprattutto l’accelerazione dei prezzi non alimentari (+1,5%), sostenuti dai costi dei trasporti (+4,3%), complice il rincaro dei carburanti e la maggiore domanda di viaggi in vista della Golden Week. Al contrario, i prezzi alimentari registrano il sesto calo consecutivo (-1,7%), penalizzati dall’eccesso di offerta e dalla debole domanda di carne suina. L’inflazione core resta stabile all’1%. Su base mensile, i prezzi crescono dello 0,2%, rallentando dallo 0,4% di agosto.
Cina, esportazioni accelerano ancora a settembre 2026
L’export cinese accelera bruscamente a settembre, segnando un incremento annuo del 36,3% e raggiungendo il record di 447,18 miliardi di dollari, ben oltre le attese. A trainare la crescita sono soprattutto la domanda globale di semiconduttori ed elettronica, sostenuta dal boom degli investimenti nell’intelligenza artificiale, e le maggiori spedizioni di automobili. Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono salite del 39,6% annuo, favorite dall’allentamento delle tensioni commerciali. Quelle dirette all’UE hanno fatto registrare un incremento del 25,3%, mentre quelle verso l’area ASEAN del 52,3%. In aumento anche le importazioni: +31% su base annua, al valore record di 313,66 miliardi di dollari. Di conseguenza, il surplus della bilancia commerciale si amplia e tocca i 133,53 miliardi, superando le previsioni. Nei primi nove mesi dell’anno l’avanzo ha toccato quota 938,11 miliardi, prospettando un nuovo record annuale.
Cina, crescita prestiti bancari rallenta a settembre 2026
A settembre, i nuovi prestiti bancari in Cina si sono fermarti a 1.080 miliardi di yuan, in calo rispetto ai 1.290 miliardi dello stesso mese del 2025, ma sostanzialmente in linea con le attese. Il dato conferma la persistente debolezza del credito a famiglie e imprese, in un contesto di crescita economica rallentata e domanda interna fragile, soprattutto nel comparto immobiliare. Più dinamico il finanziamento sociale totale, indicatore più ampio del credito nell’economia, salito a 3.550 miliardi di yuan, superando le previsioni. Il divario evidenzia una progressiva ricomposizione dei canali di finanziamento, con il settore tecnologico sempre più orientato al mercato obbligazionario rispetto al credito bancario tradizionale.
Stati Uniti, sale ancora il costo dei mutui trentennali
Nella settimana al 9 ottobre 2026, il tasso medio sui mutui trentennali a tasso fisso è salito al 7,5%, registrando l’ottavo rialzo consecutivo e portando l’incremento cumulato a 141 punti base dall’inizio degli attacchi israelo-americani contro l’Iran, a fine febbraio. La dinamica riflette sostanzialmente i rendimenti elevati dei Treasury. Le conseguenze sulla domanda abitativa sono evidenti: le richieste complessive di mutui sono diminuite del 2,7%, segnando la sesta flessione settimanale consecutiva. In calo sia le domande di rifinanziamento (-0,4%) sia quelle per l’acquisto di abitazioni (-4%), queste ultime particolarmente penalizzate dal costo del credito.
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