Negli Stati Uniti la fiducia dei consumatori peggiora anche a inizio ottobre, con la stima preliminare dell’indice elaborato dall’Università del Michigan che scende a 46,3 punti, minimo da maggio e ben al di sotto delle attese di mercato. Nonostante un lieve miglioramento delle aspettative sulle finanze personali e sulle condizioni economiche future, cresce il pessimismo sulle condizioni di acquisto dei beni durevoli, penalizzate da prezzi elevati e costi di finanziamento via via più onerosi. Il deterioramento è particolarmente marcato tra le famiglie a basso reddito e quelle con minori investimenti azionari, più esposte all’aumento del costo della vita. Il malcontento si estende trasversalmente agli orientamenti politici, un segnale particolarmente importante a poche settimane dalle midterm. Parallelamente, le aspettative d’inflazione tornano a salire: quelle a un anno raggiungono il 4,7%, dal 4,6% di settembre, mentre quelle di lungo periodo aumentano al 3,5%, dal 3,4%.
Italia, la produzione industriale cala e delude le attese ad agosto 2026
In Italia la produzione industriale ha registrato ad agosto una brusca frenata, con un calo su base mensile dell’1,3%, il più marcato degli ultimi dodici mesi, deludendo le attese del mercato. La flessione coinvolge beni di consumo, strumentali e intermedi, mentre l’energia mostra un recupero significativo. Su base annua, la produzione resta stabile, sostenuta dalla forte crescita energetica e dal ritorno in territorio positivo dei beni strumentali. Persistono, tuttavia, segnali di debolezza nella domanda: i beni di consumo e intermedi arretrano sensibilmente. Tra i settori, spicca la marcata contrazione del comparto tessile e della moda. In negativo anche l’andamento nel trimestre giugno-agosto rispetto al trimestre precedente
Canada, occupazione a sorpresa cala nel mese di settembre 2026
L’occupazione in Canada è scesa a settembre 2026 di 63 mila unità, un dato in controtendenza rispetto alle attese ed in peggioramento rispetto al mese precedente. Si tratta del secondo mese negativo consecutivo e del peggior risultato dal febbraio scorso. Il segno meno si è distribuito quasi equamente tra lavori full time e part time. Il tasso di disoccupazione è salito di un decimo, al 6,5%, in linea con le attese e sui massimi da giugno scorso. Lieve calo anche per il tasso di partecipazione che scende sotto il 65%. Rallenta ancora il tasso di crescita della paga orario: a settembre la variazione annua si ferma al 2,3%, cinque decimi in meno rispetto al mese precedente e minimo da settembre 2025.
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