In Germania la produzione industriale ha registrato un deciso rimbalzo nel mese di agosto 2026, crescendo del 2,0% su base mensile, ben oltre le attese (+0,5%) e in controtendenza rispetto al dato di luglio. Si tratta del maggior incremento da marzo 2025, sostenuto soprattutto dal comparto delle costruzioni (+9,3%), mentre la produzione al netto di energia e costruzioni è aumentata dello 0,6%. Positiva anche la dinamica dei beni capitali (+1,2%) e dei beni di consumo (+0,6%). In controtendenza l’automotive (-5,4%), penalizzato dalle tradizionali chiusure estive, e il comparto energetico (-0,4%). Nel complesso, la produzione è salita dello 0,4% nel trimestre giugno-agosto e del 2,3% su base annua, in recupero rispetto alla frenata di luglio.
India, banca centrale alza i tassi per la prima volta da inizio 2023.
In India la banca centrale (RBI) ha aumentato di 25 pb il tasso di riferimento sulle operazioni repo, portandolo al 5,50%. Si tratta del primo rialzo da febbraio 2023, una decisione attesa dal mercato che riflette il crescente impatto delle pressioni inflazionistiche, aggravate dal conflitto in Medio Oriente, dalla debolezza della rupia e dal più restrittivo orientamento delle principali banche centrali. L’inflazione rimane persistente e le nuove stime la rivedono al rialzo. Nonostante il quadro dei prezzi, la RBI ha migliorato le prospettive di crescita, alzando la stima del PIL per l’anno fiscale 2026/27 al 7,1% dal 6,7%.
Stati Uniti, tassi sui mutui trentennali ai massimi da fine 2023.
I tassi sui mutui trentennali statunitensi hanno accelerato ulteriormente la scorsa settimana, salendo di 19 punti base e toccando quota 7,49%. Si tratta del settimo rialzo settimanale consecutivo e del livello più elevato da novembre 2023, con un incremento cumulato di 140 punti base dall’inizio della guerra nel Golfo. La dinamica è strettamente collegata al nuovo aumento dei rendimenti sui Treasury a 10 anni, sostenuti dalle persistenti pressioni inflazionistiche legate all’energia e dalle attese di ulteriori rialzi della Fed. L’impatto del rincaro sulla domanda di credito immobiliare è evidente: le richieste di mutui sono diminuite del 4,2% per la quinta settimana consecutiva, con i rifinanziamenti in calo del 7,5% e le nuove richieste di acquisto del 2,1%.
Foto di Christo Anestev





