Ad agosto, le offerte di lavoro negli Stati Uniti sono scese di 256 mila unità, fermandosi a 7,08 milioni; minimo da cinque mesi e sotto le attese di 7,23 milioni. Il calo ha interessato soprattutto servizi professionali, sanità, manifattura e costruzioni, con una contrazione particolarmente marcata nell’Ovest del paese. Le assunzioni sono rimaste pressoché stabili a 5,2 milioni, così come le separazioni a 5,1 milioni. Anche le dimissioni volontarie sono diminuite leggermente a 3,07 milioni, mantenendo il quits rate all’1,9%, vicino ai minimi dal 2020. Nel complesso, i dati delineano un mercato del lavoro meno dinamico, caratterizzato da minori opportunità e una ridotta propensione dei lavoratori a cambiare impiego.
Australia, banca centrale alza i tassi e resta aperta a ulteriori interventi.
In Australia la banca centrale (RBA) ha alzato di 25 punti base i tassi di interesse, portando il riferimento al 4,60%, in linea con le attese e sui massimi dal 2011. È il quarto rialzo del 2026. La decisione riflette il riaccendersi delle pressioni inflazionistiche, alimentate dall’aumento dei prezzi energetici globali, da un’inflazione domestica più persistente e da limiti di capacità produttiva ancora rilevanti. La domanda legata all’AI sta spingendo verso l’alto i prezzi dei beni tecnologici. Sul fronte interno, la crescita del PIL ha rallentato nel 2° trimestre, mentre consumi, mercato del lavoro e comparto immobiliare mostrano segnali di raffreddamento. Il board non esclude ulteriori strette per riportare l’inflazione stabilmente verso il target.
Spagna, inflazione a settembre sale sui massimi da inizio 2023.
Il primo dato sull’inflazione di settembre nella zona Euro non è rassicurante. L’inflazione spagnola ha accelerato al 4,9% su base annua, dal 4,3% di agosto, superando le attese del 4,7% e raggiungendo il livello più alto da febbraio 2023. La dinamica è stata sostenuta soprattutto dal rincaro dei carburanti, a cui si aggiunge il base effect rispetto ad agosto 2025, e dalla minore flessione dei prezzi dei pacchetti turistici. Su base mensile, l’indice CPI è aumentato dello 0,3%, dopo il +0,7% di agosto. Segnali di persistente pressione arrivano anche dall’inflazione core, salita al 3,1%, massimo da marzo 2024. L’indice armonizzato UE ha superato il 5% annuo, confermando un quadro inflazionistico ancora particolarmente intenso e spargendo i primi indizi di un potenziale nuovo intervento della banca centrale da qui a inizio inverno.
Eurozona, rallenta sentiment del settore privato a settembre 2026.
A settembre il sentiment economico dell’Eurozona è sceso a 97,9, da 98,4, risultando inferiore alle attese di 99,0 e segnando il primo calo da aprile. Il peggioramento riflette soprattutto il deterioramento della fiducia dei consumatori, penalizzata dai rincari del petrolio e dallo stallo nei negoziati per porre fine al conflitto USA-Iran. Le aspettative d’inflazione sono aumentate, mentre il clima è rimasto sostanzialmente stabile tra retailer e costruzioni. Al contrario, manifattura e servizi hanno registrato un miglioramento, sebbene nel comparto industriale siano cresciute anche le attese sui prezzi di vendita. Tra le principali economie, il sentiment è peggiorato in Francia e Italia, mentre ha recuperato in Spagna, Germania e Paesi Bassi.
Stati Uniti, prezzi delle abitazioni nel mese di luglio 2026.
A luglio, l’indice Case-Shiller sui prezzi delle abitazioni nelle 20 principali aree metropolitane USA ha registrato un aumento annuo del 2,5%, accelerando dal mese precedente e superando le attese del 2,2%. Su base mensile, i prezzi sono rimasti invariati. In termini reali, tuttavia, i prezzi delle abitazioni sono diminuiti per il 14° mese consecutivo, poiché l’inflazione (+3,4%) ha superato la crescita nominale dei prezzi.
Stati Uniti, indice fiducia consumatori CB scende a settembre 2026.
A settembre la fiducia dei consumatori USA ha registrato un marcato deterioramento: il Conference Board Consumer Confidence Index è sceso di 6,7 punti a 81,9, con cali sia nella valutazione delle condizioni attuali sia nelle aspettative future. L’Expectations Index, in particolare, è diminuito per il terzo mese consecutivo, raggiungendo 63,6. Parallelamente, sono aumentate le aspettative d’inflazione a 12 mesi, con la media salita al 6,1%, mentre il 68,4% dei consumatori si attende tassi d’interesse più elevati nei prossimi 12 mesi. L’ottimismo sui mercati azionari è rimasto prevalente, ma si è comunque attenuato. Il quadro riflette quindi maggiore cautela sulle prospettive economiche sulle quali pesano le tensioni geopolitiche e la recente stretta monetaria.
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