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Bank of England: allarme sui rischi a catena, ma settore bancario solido
Stati Uniti, inflazione PCE cresce meno delle attese ad agosto 2026, bene i consumi. Inflazione sopra le attese a settembre per Germania, Francia e Italia

Stati Uniti, inflazione PCE cresce meno delle attese ad agosto 2026, bene i consumi. Inflazione sopra le attese a settembre per Germania, Francia e Italia

L’inflazione core PCE cresce meno delle attese ad agosto 2026, mentre le spese personali negli Stati Uniti salgono sui massimi da marzo 2025. Numeri positivi anche dal report ADP sull’occupazione. Inflazione sopra le attese a settembre per Germania, Francia e Italia.

L’indice core PCE statunitense, principale misura dell’inflazione sottostante monitorata dalla Federal Reserve, è aumentato dello 0,2% su base mensile ad agosto 2026, un decimo sotto le attese del mercato. Il dato segue una revisione al ribasso della lettura di luglio, ora indicata a +0,1% rispetto al precedente +0,2%. Su base annua, l’inflazione core PCE è salita al 3,0%, anche in questo caso risultando inferiore alle aspettative, ferme al 3,3%. I dati evidenziano quindi una moderazione delle pressioni sui prezzi rispetto alle attese, sia sul piano mensile sia su quello annuale. Tuttavia, l’inflazione sottostante rimane ancora superiore all’obiettivo del 2% fissato dalla Federal Reserve.

La spesa per consumi personali negli Stati Uniti è aumentata ad agosto 2026 dello 0,9% su base mensile, pari a 190,8 miliardi di dollari, accelerando nettamente rispetto al +0,1% di luglio e superando le attese del +0,8%. L’incremento è stato sostenuto sia dai beni, con una crescita di 114,1 miliardi, sia dai servizi, aumentati di 76,7 miliardi. Anche depurata dall’effetto dei prezzi, la spesa ha registrato un forte recupero, segnando un +0,6% mensile, il ritmo più elevato da marzo 2025. La componente dei beni è cresciuta dell’1,3%, dopo il calo dello 0,5% di luglio, grazie soprattutto a maggiori acquisti di veicoli e ricambi, beni ricreativi e altri beni non durevoli.

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La spesa per servizi è invece aumentata dello 0,2%, rallentando dal +0,3% precedente. La dinamica è stata sostenuta soprattutto dalla maggiore spesa per ristorazione e alloggi, servizi finanziari e assicurativi e trasporti, mentre i servizi ricreativi hanno registrato una contrazione dell’1,1%. La spesa per abitazioni e utenze è rimasta più stabile, aumentando dello 0,1%. Sul fronte dei redditi, il reddito personale è cresciuto di 66,6 miliardi di dollari, pari allo 0,2%, grazie all’aumento delle retribuzioni e dei trasferimenti pubblici. Il reddito personale disponibile è invece aumentato dello 0,3%, pari a 68,6 miliardi.

Australia, inflazione in accelerazione ad agosto 2026

Inflazione australiana in accelerazione ad agosto 2026, su base annua la variazione sale al 4,0% dal 3,5% di luglio, pur risultando leggermente inferiore alle attese del mercato. Il dato si porta così ulteriormente sopra il target del 2-3% della banca centrale. A trainare la dinamica sono soprattutto i costi di abitazioni, con un’inflazione al 5,7%, e i prezzi dei trasporti, saliti del 5,6% per effetto dell’aumento dei carburanti e del progressivo venir meno degli sgravi sull’accisa federale. Più contenuta, invece, la crescita dei prezzi di alimentari e bevande analcoliche, al 3,0%. Le trimmed mean rimane elevata e stabile al 3,6%, ai massimi da settembre 2024. Su base mensile, l’inflazione è salita dello 0,4%, rallentando rispetto a luglio.

Cina, settore privato torna a crescere nel mese di agosto

Il sondaggio PMI composite ufficiale cinese è salito a 50,7 a settembre, dal 49,5 di agosto, tornando in zona espansione per la prima volta da giugno scorso e toccando i massimi da dicembre 2025. Il miglioramento riflette la maggiore crescita della produzione manifatturiera e il ritorno del settore servizi all’espansione. A sostenere il quadro sono stati soprattutto la domanda globale di hardware per l’AI, le attese di nuovi stimoli governativi e il recupero dalle interruzioni legate al maltempo di agosto. Restano tuttavia domanda interna debole, costi energetici elevati e una dinamica disomogenea tra i diversi comparti dell’economia.

Anche il sondaggio PMI di S&P Global ha registrato ad agosto un’accelerazione, salendo a 52,1 dal minimo di quattro mesi di 50,8. Manifattura e servizi hanno registrato una crescita più sostenuta di produzione e nuovi ordini, indicando un miglioramento diffuso delle condizioni operative. L’occupazione è aumentata per il quarto mese consecutivo, prolungando la più lunga fase di creazione di posti di lavoro da oltre cinque anni e mezzo. Parallelamente, i costi degli input sono cresciuti più rapidamente, mentre i prezzi finali hanno segnato l’aumento più contenuto da gennaio, limitando le pressioni inflazionistiche.

Inflazione, numeri sopra le attese per Germania, Italia e Francia a settembre 2026

Dopo il dato spagnolo, anche quelli di Francia, Italia e Germania confermano la persistenza dell’inflazione nell’area Euro, con numeri sopra le attese che alimentano il dibattito sulle possibili nuove mosse restrittive della banca centrale. Vediamo i dati nel dettaglio.

Francia. L’inflazione accelera per il terzo mese consecutivo, raggiungendo il 3,0% a settembre, dal 2,4% di agosto e oltre le attese. Il dato, ai massimi da febbraio 2024, riflette soprattutto il nuovo balzo dei prezzi energetici, saliti del 21,2%, mentre anche servizi e alimentari hanno registrato una dinamica più sostenuta. L’inflazione armonizzata UE si è portata al 3,4%, anch’essa ai massimi da inizio 2024. Su base mensile, tuttavia, i prezzi sono diminuiti dello 0,3%, dopo il +0,7% di agosto.

Italia. La pressione inflazionistica risulta ancora più marcata: il tasso annuo è salito al 4,2%, dal 3,3%, superando nettamente le aspettative e raggiungendo il livello più elevato da settembre 2023. L’accelerazione è stata trainata soprattutto dall’energia, sia regolamentata sia non regolamentata, e dai prezzi degli alimentari non lavorati. Anche l’inflazione di fondo è aumentata all’1,7%, mentre quella al netto dell’energia ha raggiunto il 2,0%. L’inflazione armonizzata UE è salita al 4,1%, con prezzi mensili in aumento del 2%.

Germania. Anche in Germania l’inflazione ha accelerato, raggiungendo il 3,3%, ai massimi da dicembre 2023 e oltre le attese. Il principale motore è stato nuovamente il comparto energetico, con un’inflazione salita al 14,9%, mentre i prezzi alimentari hanno registrato una moderata accelerazione. L’inflazione dei servizi, invece, è scesa al 2,7% e quella core è rimasta stabile al 2,4%. L’indice armonizzato UE ha raggiunto anch’esso il 3,3%, confermando un quadro di pressioni sui prezzi superiore al target del 2% della BCE. Pressioni sui prezzi si confermano anche nel dato su quelli delle importazioni. Ad agosto sono cresciuti dell’1% su base mensile, tre decimi oltre le attese e massimo da aprile scorso.

Germania, vendite al dettaglio tornano a salire ad agosto 2026.

Le vendite al dettaglio tedesche hanno registrato ad agosto un rimbalzo dell’1,3% su base mensile, dopo il forte calo del 3,2% segnato a luglio. Si tratta della crescita più rapida da giugno 2025, sebbene inferiore alle attese dell’1,5%. La ripresa è stata sostenuta sia dalle vendite alimentari, aumentate dello 0,9%, sia da quelle non alimentari, cresciute dell’1,6%. Particolarmente dinamico anche il commercio online, con vendite via internet e per corrispondenza in aumento del 3,7%. Nonostante il recupero mensile, il quadro resta più debole se osservato su base annua: le vendite al dettaglio sono infatti diminuite dello 0,4%, pur migliorando sensibilmente rispetto al -2,5% di luglio.

Stati Uniti, crescita secondo trimestre 2026 rivista al rialzo.

L’economia statunitense ha registrato nel secondo trimestre 2026 una crescita annualizzata del 2,2%, con una revisione al rialzo di 0,7 punti percentuali rispetto alla precedente stima. Il dato segue l’espansione del 2,5% del primo trimestre, anch’essa rivista al rialzo, confermando una crescita ancora solida dell’attività economica. La revisione riflette soprattutto una dinamica più favorevole di investimenti, consumi delle famiglie e spesa pubblica. Dal punto di vista settoriale, il valore aggiunto reale è aumentato nei servizi privati (+2,5%) e nei comparti produttivi di beni (+2,3%), mentre il contributo del settore pubblico è rimasto marginale, inferiore allo 0,1%.

Stati Uniti, ritmo nuove assunzioni torna a crescere per report ADP

Secondo il report ADP imprese private statunitensi hanno creato 90mila posti di lavoro a settembre 2026, superando le attese del mercato, ferme a 70mila, e accelerando rispetto ai 36mila posti aggiunti ad agosto, dato rivisto al ribasso. La crescita dell’occupazione ha quindi registrato una ripresa dopo tre mesi di rallentamento. A trainare le assunzioni sono stati soprattutto i comparti dell’istruzione e della sanità, che hanno generato 55mila nuovi posti, seguiti da quello del tempo libero e dell’ospitalità, con 22mila. La debolezza si è concentrata invece nelle attività finanziarie, che hanno perso 16mila posti di lavoro, e nei servizi professionali e alle imprese, con una contrazione di 11mila unità. La crescita delle retribuzioni, infine, rimasta solida. Vedremo se i dati ufficiali, previsti per venerdì, confermeranno questa fotografia.

Foto di PublicDomainPictures

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