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Germania, surplus commerciale rallenta meno delle attese ad agosto 2026

Germania, surplus commerciale rallenta meno delle attese ad agosto 2026

La bilancia commerciale in Germania ha segnato anche ad agosto 2026 un surplus, superiore alle attese ma in rallentamento. Le importazioni dalla Cina sono salite dell’11% su base annua.

In Germania il surplus della bilancia commerciale è sceso a 19,5 miliardi di euro in agosto, dai €21,6 miliardi di luglio, pur superando lievemente le attese di 19 miliardi. Il calo riflette una flessione delle esportazioni (-0,8% si base mensile), a fronte di importazioni in crescita (+0,9%). Particolarmente significativo il diverso andamento degli scanmbi con i partner extra-UE: le esportazioni verso gli Stati Uniti sono diminuite del 6,3%, mentre quelle verso Cina e Regno Unito sono aumentate rispettivamente del 4,7% e del 16,7%. Sul fronte degli acquisti, le importazioni dalla Cina sono balzate dell’11%. Nonostante il rallentamento mensile, su base annua export e import sono cresciuti rispettivamente del 6,2% e del 5,5%. Da inizio anno il surplus ha raggiunto i 146 miliardi di euro.

Messico, inflazione sale sui massimi da maggio 2026

L’inflazione messicana è salita al 3,45% a settembre, ai massimi da maggio e ancora sopra il target del 3% di Banxico. L’accelerazione è stata guidata soprattutto dall’energia, con i prezzi in aumento dell’1,48%; contributo positivo anche dai trasporti e dai costi di abitazione. Particolarmente rilevante il rialzo dell’inflazione alimentare, che sale al 2,55% dall’1,49% di agosto, segnando il ritmo più elevato da maggio. Al contrario, l’inflazione core ha continuato a rallentare, scendendo al 3,75% dal 3,88%. Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,42%, più del doppio rispetto allo 0,20% registrato ad agosto.

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Stati Uniti, sussidi di disoccupazione stabili

Il mercato del lavoro statunitense continua a mostrare resilienza. Nella settimana al 3 ottobre, le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono scese di 2.000 unità a 197.000, sotto le attese di 200.000 e ai minimi da metà luglio. Le richieste continuative, invece, sono aumentate di 17.000 a 1,716 milioni, pur restando vicine ai minimi degli ultimi tre anni. Anche le richieste presentate dai dipendenti federali sono rimaste contenute, nonostante il focus sulle politiche di ridimensionamento del settore pubblico. Nel complesso, i dati confermano la solidità del mercato del lavoro e rafforzano il quadro di piena occupazione richiamato spesso dalla Federal Reserve.

Foto di Foto K. su Unsplash

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