Ad agosto 2026, il deficit pubblico in Gran Bretagna ha raggiunto i 18,3 miliardi di sterline, oltre le attese (15,7 miliardi) e in aumento dai 15,4 miliardi di 12 mesi prima. Al netto dell’effetto inflazione, si tratta del secondo peggior agosto dal lontano 1993 (primo anno di cui sono disponibili dati comparabili), superato solo da quello del 2020, e di un valore superiore di 3,5 miliardi di sterline alle stime dell’OBR (Office for Budget Responsibility). La dinamica riflette una crescita della spesa pubblica che tocca i 117,2 miliardi. A pesare è sopratutto il costo del debito: ad agosto la spesa in interessi è stata di 8,8 miliardi di sterline, il massimo assoluto per il mese di agosto. Nulla può l’aumento delle entrate (99 miliardi), sostenute soprattutto dalla maggiore raccolta delle imposte sul reddito. Nei primi cinque mesi dell’esercizio, il deficit è pari a 77,3 miliardi: in calo annuo del 2,7%, ma ancora 8,1 miliardi oltre le previsioni dell’OBR. Con questi dati il debito pubblico non può che rimanere elevato: 93,8% del PIL, vale a dire su livelli che non si vedevano dai primi anni Sessanta dello scorso secolo. Numeri delicati sopra i quali il nuovo ministro delle finanze, John Healey, dovrà costruire la manovra finanziaria da presentare il mese prossimo. Secondo le ultime stime il “tesoretto” disponibile sarebbe sceso a soli 12 miliardi di sterline dai quasi 24 ipotizzati in primavera.
Gran Bretagna, ordini all’industria in miglioramento a settembre 2026.
A settembre la manifattura in Gran Bretagna mostra segnali di stabilizzazione, con il saldo del portafoglio ordini in netto miglioramento che sale a -9 dal -25 di agosto, sui massimi da luglio 2023 e ben oltre le attese (-34). Anche gli ordini esteri recuperano, mentre la produzione registra una contrazione marginale: il saldo passa a -4 da -17. Le imprese prevedono tuttavia un lieve calo dell’output nei prossimi mesi. Positivo anche il raffreddamento delle pressioni sui prezzi: le aspettative di vendita scendono a +12 da +22, avvicinandosi alla media storica (+8). Restano però critici i costi energetici, del lavoro e della supply chain, mentre le scorte di prodotti finiti risultano appena adeguate.
Unione Europea, fiducia consumatori a settembre 2026
La fiducia dei consumatori nell’Euro Area ha registrato a settembre 2026 una battuta d’arresto, scendendo a -16,5 dal -15,5 di agosto e risultando peggiore delle attese di mercato (-16). Il dato interrompe una fase positiva durata quattro mesi, che aveva portato il sentiment ai massimi degli ultimi sei mesi. Il deterioramento riflette un indebolimento della percezione delle famiglie sulle prospettive economiche, segnalando una possibile maggiore cautela nei consumi. Anche nell’Unione Europea il clima si è deteriorato, con l’indice in calo a -15,8 da -15,0.
Stati Uniti, terza settimana di crescita consecutiva per il report ADP
Il report settimanale sull’occupazione negli Stati Uniti elaborato dall’ADP registra la terza settimana di crescita consecutiva e il miglior risultato da fine giugno scorso. Nel mese chiuso il 5 settembre, il settore privato ha assunto una media settimanale di 20 mila lavoratori, circa 4 mila in più rispetto al rilevamento precedente.
Foto di Kirsty Holloway





