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Regno Unito, inflazione sale in linea con le attese a marzo 2026

A marzo 2026 l’inflazione nel Regno Unito è salita al 3,3%, massimo da aprile dell’anno scorso ed in linea con le attese del mercato. In Giappone buon dato per le esportazioni, nell’area Euro altro calo della fiducia dei consumatori.

A marzo 2026 l’inflazione nel Regno Unito è salita al 3,3% su base annua, tre decimi in più del mese precedente ed in linea con le attese del mercato. Su base mensile la variazione è stata del +0,7%, massimo da aprile 2025 e un decimo sopra le attese.

A trainare il dato è la componente trasporti (+4,7% su base annua) ed ovviamente, entrando più nello specifico, il caro carburanti (+4,9%). Aumentano in maniera sensibile anche i costi di abitazione, con un +4,3% che rappresenta la variazione più alta dal dicembre del 2022.

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La componente core, invece, scende nel mese di marzo 2026 al 3,1%, un decimo in meno del riferimento precedente e delle attese. Anche su base mensile il rilevamento è inferiore alle attese (+0,4% contro l’atteso +0,5%), ma si tratta però del secondo mese di crescita consecutivo.

Giappone, esportazioni superano le attese a marzo 2026.

Nel mese di marzo le esportazioni giapponesi sono salite dell’11,7% su base annua, sette decimi meglio delle attese, toccando il valore record di 11 miliardi di yen e allungando a sette i mesi consecutivi di crescita. Si mantiene forte la domanda da Cina, Europa, Taiwan e area ASEAN, ma il dato più interessante riguarda il flusso di beni verso gli Stati Uniti: +3,4% su base annua, primo segno più da quattro mesi. Numeri migliori delle attese anche per quel che riguarda le importazioni, segnale di una domanda interna in ripresa: +10,9% contro il +7,1% atteso, sempre su base annua. Nel complesso la bilancia commerciale rafforza il suo surplus che tocca quota 667 miliardi di yen, meno delle attese ma massimo da fine 2020.

Eurozona, peggiora ancora la fiducia dei consumatori ad aprile 2026.

Peggiora ad aprile 2026 la fiducia dei consumatori dell’Eurozona. La lettura flash del sondaggio curato dalla Commissione Europea si ferma a -20,6 punti, quattro abbondanti in meno rispetto a marzo e minimo da dicembre 2022. Le tensioni geopolitiche e gli effetti sui prezzi dell’energia frenano la propensione all’acquisto delle famiglie europee, mentre non sembra prendere quota l’ipotesi di un rialzo dei tassi; le aspettative in tal senso salgono marginalmente rispetto a marzo.

Foto di Dean Moriarty

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