Negli Stati Uniti i prezzi delle importazioni sono saliti per il terzo mese consecutivo, portando la variazione annua al 2,1%, un decimo oltre le attese e massimo da dicembre del 2024. Su base mensile l’incremento è stato dello 0,8%, leggermente sotto il riferimento precedente e nettamente sotto le attese del mercato. I prezzi dei carburanti importati sono saliti del 2,9%, massimo da gennaio dello scorso anno, mentre la variazione per i prezzi al netto di questa componente si è fermata allo 0,6%.
Eurozona, produzione industriale torna a salire a febbraio 2026.
Dopo due mesi di calo consecutivi, la produzione industriale nell’area Euro è tornata a salire a febbraio 2026. Su base mensile l’output è cresciuto dello 0,4%, un decimo meglio delle attese. La ripresa è stata guidata dalla produzione di beni non durevoli, mentre prosegue la flessione nell’output di beni durevoli (4° mese consecutivo con il segno meno). A febbraio si è registrato anche un calo della produzione di energia, con un -2,1% in controtendenza rispetto al mese precedente. Su base annua la produzione industriale flette dello 0,6%, stesso risultato di gennaio 2026 e quattro decimi meglio delle attese.
Stati Uniti, prospettive di dialogo in Medio Oriente raffreddano anche il tasso sui mutui trentennali.
La scorsa settimana il tasso medio sui mutui trentennali negli Stati Uniti è sceso al 6,42%, si tratta del secondo rilevamento in calo consecutivo anche se si rimane sui livelli più alti da inizio autunno scorso. Le speranze di un accordo tra Iran e USA stanno raffreddando la corsa dei rendimenti dei Treasury statunitensi e questo si ripercuote anche sui tassi dei mutui. Le richieste di nuovi finanziamenti sono salite dell’1,8%, primo segno più da oltre un mese, con un +5% di richieste di rifinanziamento ed un calo dell’1% per le richieste finalizzate all’acquisto di un’abitazione.
Stati Uniti, indice Empire State sale a sopresa nel mese di aprile 2026.
Ad aprile 2026 l’Empire State Index sale a quota 11 punti, massimo da novembre scorso e in controtendenza rispetto alle attese, fissate per un ulteriore peggioramento rispetto a marzo. Il 36% delle aziende intervistate ha riportato un miglioramento della propria attività, contro un 25% che denuncia una riduzione del giro d’affari. Miglioramenti si registrano sulle componenti relative a nuovi ordini, spedizioni e occupazione. Sul fronte dei prezzi accelera l’inflazione sui costi di produzione, mentre il sondaggio registra aspettative in deterioramento per quel che riguarda l’approvvigionamento. Nel complesso la fiducia degli operatori scende rispetto al mese precedente.
Foto di Engin Akyurt





