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Cina, crollano esportazioni verso gli Stati Uniti a marzo 2026

Cina, crollano esportazioni verso gli Stati Uniti a marzo 2026

Le esportazioni dalla Cina rallentano a marzo 2026, in parte per motivi stagionali. Da sottolineare il -26,5% su base annua verso gli Stati Uniti. Le importazioni battono le attese e salgono sui massimi da fine 2021.

Nel marzo 2026 le esportazioni dalla Cina sono cresciute del 2,5% su base annua, raggiungendo 321 miliardi di dollari, ma deludendo nettamente le attese e rallentando rispetto al forte aumento di febbraio. Questo dato rappresenta la crescita più debole da ottobre 2025 ed è dovuto principalmente a fattori stagionali e a un effetto base sfavorevole, legato al boom di esportazioni registrato nello stesso mese dell’anno precedente per evitare nuovi dazi. Anche il Capodanno lunare, caduto più tardi nel 2026, ha ridotto i giorni produttivi disponibili.

Dopo la pausa di febbraio, le esportazioni verso gli Stati Uniti sono tornate a scendere, crollando del 26,5% su base annua. Crescita debole si registra anche verso la maggior parte degli altri partner commerciali. Nonostante ciò, nel primo trimestre le esportazioni complessive restano solide, con un +14,7% su base annua. Parallelamente, le importazioni sono aumentate con forza (+27,8%, oltre le attese e massimo da fine 2021), spinte dalla necessità di assicurarsi risorse e componenti tecnologici in un contesto di tensioni geopolitiche e costi elevati. Il surplus commerciale si è così ridotto sensibilmente rispetto alle aspettative.

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Australia, netto calo della fiducia del settore privato a marzo 2026

Ad aprile 2026 la fiducia dei consumatori australiani ha registrato un forte calo, con l’indice Westpac–Melbourne che è sceso del 12,5% su base mensile, toccando i minimi degli ultimi due anni e mezzo. Il peggioramento è stato causato soprattutto dall’aumento dei prezzi del carburante legato alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e da un ulteriore rialzo dei tassi di interesse. Le famiglie percepiscono un netto peggioramento della propria situazione finanziaria, sia rispetto all’anno precedente sia nelle aspettative future, mentre cresce anche il timore di perdere il lavoro.

Anche la fiducia delle imprese è crollata, con l’indice NAB ai livelli più bassi dal 2020, riflettendo l’impatto dello shock petrolifero globale. Nonostante ciò, le condizioni operative restano stabili, ma emergono pressioni sui margini dovute all’aumento dei costi. Le aziende faticano a trasferire tali costi sui prezzi finali, segnalando una domanda più debole e prospettive economiche in deterioramento.

Stati Uniti, prezzi alla produzione crescono meno delle attese a marzo 2026.

A marzo 2026 i prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,5% su base mensile, in linea con il dato precedente ma inferiori alle attese. L’incremento è stato trainato soprattutto dai beni, i cui prezzi sono saliti dell’1,6%, registrando il rialzo più marcato da agosto 2023, a causa dell’impennata dei costi energetici legata alle tensioni con l’Iran. Al contrario, i prezzi alimentari sono leggermente diminuiti, mentre il comparto dei servizi è rimasto complessivamente stabile.

Su base annua, l’aumento dei prezzi alla produzione si è attestato al 4%, segnalando una dinamica ancora sostenuta ma inferiore alle previsioni. L’inflazione “core”, che esclude le componenti più volatili, ha mostrato segnali di moderazione, con una crescita mensile più contenuta rispetto ai mesi precedenti. Nel complesso, i dati indicano pressioni inflazionistiche ancora presenti, ma con segnali di graduale rallentamento, soprattutto nella componente sottostante.

Stati Uniti, report settimanale ADP segnala rafforzamento mercato del lavoro.

Negli Stati Uniti, l’occupazione nel settore privato ha mostrato un netto rafforzamento alla fine di marzo 2026. Secondo l’ADP Research Institute, nei quattro settimane concluse il 28 marzo sono stati creati in media 39.250 posti di lavoro a settimana, in significativo aumento rispetto ai 26.000 del periodo precedente. Il dato evidenzia un’accelerazione del mercato del lavoro, con quattro settimane consecutive di miglioramento nelle assunzioni. Si tratta inoltre del livello più alto registrato dall’inizio della rilevazione settimanale, avviata nel settembre 2025.

Foto di Hessel Visser

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