A febbraio 2026 il Philly Fed – l’indice manifatturiero della Federal Reserve Bank di Philadelphia – è salito a 16,3, massimo da settembre e oltre le attese, segnalando un miglioramento dell’attività industriale. Gli ordini restano solidi, ma le spedizioni hanno rallentato bruscamente. L’occupazione è complessivamente stabile, sebbene l’indice sia leggermente negativo e le ore lavorate siano diminuite. I prezzi continuano a crescere, ma con ritmi più moderati, mentre aumenta gradualmente la sensibilità dei clienti ai rincari. Molte imprese prevedono ulteriori aumenti dei costi e dei prezzi dei concorrenti a breve. I dazi hanno avuto effetti prevalentemente negativi e potrebbero continuare a pesare. Nonostante ciò, le aspettative di crescita a sei mesi sono migliorate, anche se le aziende mostrano maggiore cautela, riducendo i piani di investimento e spesa in capitale nel breve termine.
Australia, disoccupazione meglio delle attese a gennaio 2026
A gennaio 2026, il tasso di disoccupazione destagionalizzato in Australia si è attestato al 4,1%, stabile su base mensile e inferiore alle attese, confermando la solidità del mercato del lavoro. I disoccupati sono diminuiti, con un calo soprattutto tra chi cerca occupazione a tempo pieno, mentre cresce la ricerca part-time. L’occupazione totale ha raggiunto un nuovo massimo, trainata dall’aumento dei posti full-time, nonostante la flessione dei part-time. La partecipazione è rimasta quasi invariata, mentre la sottoccupazione è leggermente salita. Complessivamente, anche le ore lavorate sono aumentate, indicando una domanda di lavoro ancora sostenuta nel periodo recente complessivo attuale economico nazionale.
Indonesia, banca centrale lascia i tassi invariati come da attese.
La banca centrale dell’Indonesia ha mantenuto il tasso di riferimento al 4,75% per la quinta riunione consecutiva nel febbraio 2026, in linea con le attese, per sostenere la rupia e contenere l’inflazione entro il target, favorendo al contempo la crescita. La valuta resta debole per i timori di downgrade da parte di MSCI Inc. e Moody’s Ratings. L’inflazione è salita al 3,55%, massimo dal 2023, ma prevista entro l’obiettivo. Confermate anche le stime di crescita fino al 2026.
Stati Uniti, disavanzo commerciale sale a dicembre 2025.
Nel dicembre 2025, il deficit commerciale degli Stati Uniti è salito a 70,3 miliardi di dollari, oltre le attese, per effetto del calo delle esportazioni (-1,7%) e dell’aumento delle importazioni (+3,6%), trainate da accessori informatici. Considerando l’intero anno solare 2025, il disavanzo ha raggiunto 901,5 miliardi, in calo rispetto al 2024, ma pur sempre tra i più elevati dal 1960 ad oggi. Il deficit si è ridotto verso Unione Europea e Cina, ma è aumentato con Messico, Vietnam e Taiwan, riflettendo nuovi equilibri nelle catene globali di approvvigionamento e domanda commerciale internazionale recente.
Stati Uniti, mercato del lavoro.
Le nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 23.000, scendendo a 206.000 nella seconda settimana di febbraio, molto sotto le attese. Il dato segnala un mercato del lavoro ancora solido. Le richieste continuative sono però salite a 1,869 milioni, indicando una disoccupazione esistente leggermente più ampia. Il quadro complessivo resta equilibrato: i licenziamenti crescono lentamente ma anche le assunzioni restano contenute, in linea con la valutazione della Federal Reserve.
Eurozona, fiducia consumatori migliora a febbraio 2026.
A febbraio la fiducia dei consumatori nell’area Euro ha registrato un ulteriore miglioramento. La lettura flash dell’indice sale a -12,2 punti, miglior risultato da novembre 2024 anche se sotto le attese del mercato. La prudenza rimane il sentiment di riferimento per i consumatori europei, l’indicatore resta sotto la sua media storica.
Foto di Bruce Emmerling







