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Report DP World 2026 sul commercio internazionale: eppure c’è fiducia tra gli operatori

In contrapposizione con quanto stiamo vivendo in questi giorni, il Global Trade Observatory di DP World ci dice che c’è ottimismo tra gli operatori per il 2026

Il nuovo report Global Trade Observatory di DP World – uno dei principali operatori portuali e logistici al mondo, che gestisce terminal container, porti e infrastrutture per il commercio internazionale in oltre 70 paesi attraverso sei continenti – disegna uno scenario apparentemente contraddittorio ma ricco di opportunità per il commercio internazionale nel 2026.

Nonostante un contesto caratterizzato da forte incertezza politica e barriere commerciali in crescita, il 94% degli oltre tremila cinquecento dirigenti di supply chain intervistati si aspetta una crescita del commercio pari o superiore a quella record del 2025, quando gli scambi globali hanno superato i 26,5 trilioni di dollari.

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L’ottimismo non nasce dall’ingenuità. Gli executive sono ben consapevoli delle sfide: più della metà anticipa livelli elevati di incertezza politica, mentre il 47% prevede un aumento delle barriere commerciali e circa la metà si aspetta incrementi significativi dei costi operativi. Tariffe e shock economici rimangono i principali rischi identificati, eppure questa consapevolezza non si traduce in paralisi, ma in una trasformazione strategica profonda.

La resilienza non è più vista come una difesa passiva contro le crisi, ma come una vera e propria strategia di crescita. Oltre metà delle aziende ha messo la diversificazione dei fornitori al centro dei piani per il 2026, seguita dall’aumento delle scorte e dal friendshoring, ossia la strategia di spostare le proprie catene di approvvigionamento verso paesi politicamente alleati o con valori condivisi, privilegiando la sicurezza e la stabilità geopolitica rispetto ai soli vantaggi di costo. L’obiettivo è chiaro: raggiungere nuovi mercati e nuovi consumatori, identificato dal 46% degli intervistati come principale driver di crescita nei prossimi tre anni. Le opportunità maggiori sono viste in Europa e Cina, mentre il settore tecnologico guida le aspettative di espansione commerciale, menzionato dal 52% dei rispondenti.

Sul fronte tecnologico, la trasformazione è già in atto. Circa il 70% delle operazioni aziendali risulta almeno parzialmente digitalizzato, con benefici tangibili in termini di efficienza operativa, visibilità e affidabilità del servizio. L’intelligenza artificiale mostra una diffusione quasi totale, con il 95% delle aziende che la utilizza in qualche forma, e viene identificata dal 54% come la tecnologia destinata ad avere l’impatto maggiore sul commercio globale nei prossimi cinque-otto anni.

Tuttavia, il report Global Trade Observatory evidenzia anche le principali strozzature che frenano la crescita. Le procedure doganali sono identificate dal 60% come la principale causa di ritardi e interruzioni, mentre il 61% delle aziende trova il trade finance costoso o difficilmente accessibile, problema particolarmente acuto per le piccole e medie imprese. Le priorità per i governi sono chiare: più accordi di libero scambio, supporto alla digitalizzazione e investimenti in hub logistici e infrastrutture doganali.

Foto di Hessel Visser

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