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Stati Uniti, segnali positivi dal mercato del lavoro: a ottobre 2025 aumentano offerte e cala il quits rate

Gli ultimi numeri sul mercato del lavoro negli Stati Uniti conferma una situazione ancora sotto controllo. A ottobre sono aumentate le offerte ed è sceso il quits rate.

Ultimi numeri sul mercato del lavoro prima della riunione della Fed. Il report settimanale dell’ADP registra nelle quattro settimane chiuse il 22 novembre scorso un incremento medio settimanale di 4,75 mila posti di lavoro. Primo segno più dopo tre rilevamenti in calo consecutivi. Segnale di un miglioramento delle assunzioni nell’ultima parte di novembre, verosimilmente conseguenza anche dell’imminente stagione delle festività natalizie.

Sul fronte delle offerte di lavoro i dati di settembre ed ottobre (ma ci sono anche dati raccolti in novembre) offrono un quadro tutto sommato rassicurante. A ottobre le offerte sono salite a 7,67 milioni, poco più di 400 mila offerte in più rispetto ad agosto scorso, in larga parte concentrate nel mese di settembre. Altro dato interessante riguarda il numero di uscite volontarie, scese sotto la soglia dei 3 milioni a ottobre e sui minimi da giugno 2020. Il quits rate (percentuale di uscite volontarie sul totale degli occupati) torna sotto il 2% e si ferma all’1,8%.

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Si tratta nel complesso di numeri che non mostrano un cedimento significativo del mercato del lavoro e confermano ancora una volta quella fase di no hire/no fire che abbiamo ricordato più volte.

Difficile dire che peso potranno avere questi dati sulle decisioni della Fed, sicuramente un mercato del lavoro in rallentamento ma senza criticità è positivo per le prospettive di crescita e di consumo, dall’altro lato potrebbe indurre il board a non accelerare sui futuri interventi.

Australia, banca centrale lascia i tassi invariati nell’ultima riunione del 2025.

Come da attese, la banca centrale australiana ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse nella riunione di dicembre 2025. Il riferimento rimane al 3,6%, minimo da aprile del 2023. Gli ultimi segnali arrivati dai dati macro inducono l’istituto centrale alla prudenza. Il mercato del lavoro rimane piuttosto su di giri, mentre sul fronte dei prezzi, pur in presenza di una tendenza al rallentamento nel lungo termine, il board sottolinea il recente rimbalzo dell’inflazione. A complicare il quadro, e di conseguenza a richiedere un’ulteriore dose di prudenza, ci sono le incertezze sia sul fronte della domanda interna, sia per quel che riguarda la congiuntura internazionale.

Germania, frenano esportazioni a ottobre. Male domanda interna.

Nel mese di ottobre le esportazioni tedesche hanno registrato una crescita su base mensile dello 0,1%, in netto calo rispetto al rilevamento precedente ma meglio delle attese del mercato. Cresce la domanda dai partner dell’Unione, mentre registra una battuta d’arresto (-3,1%) quella dal resto del mondo. Particolarmente pesante la flessione delle esportazioni verso gli Stati Uniti: -7,8% su base mensile. Dato negativo per quel che riguarda le importazioni, segnale di una debolezza della domanda interna che cominicia a preoccupare: le importazioni a ottobre sono scese del’1,2% contro attese di crescita dello 0,2%; si tratta del sesto mese con segno meno nel corso del 2025. Alla luce di questi dati, la bilancia commerciale tedesca rimane in surplus, con l’avanzo che sale a poco più di 16 miliardi di euro; meglio delle attese.

Foto di Gerd Altmann

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