La scorsa settimana le nuove richieste di sussidi di disoccupazioni sono state 216 mila, 6 mila in meno rispetto a 15 giorni fa e ben al di sotto delle attese del mercato. Si tratta della terza settimana in calo consecutiva e del dato più basso dal febbraio scorso. La media a quattro settimane, un dato meno volatile, si mantiene attorno alle 220 mila richieste a settimana, un valore in linea con i livelli di agosto e ancora ben al di sotto della media storica.
L’altra faccia del dato è rappresentata dal numero di sussidi continuativi. Qui la conta sale a 1,96 milioni, in leggero aumento rispetto a 15 giorni fa e stabilmente sopra la soglia degli 1,9 milioni da maggio scorso.
La lettura complessiva del dato sembra confermare la fase di no hire no fire sul mercato del lavoro degli Stati Uniti. Le imprese assumono con il contagocce, ma allo stesso tempo non stanno accelerando sul fronte dei licenziamenti. In questa situazione, per chi rimane senza occupazione, diventa complicato trovare un nuovo lavoro.
Australia, inflazione sale a ottobre 2025 in linea con le attese.
Nel mese di ottobre 2025 l’inflazione in Australia è salita al 3,8% su base annua, due decimi in più rispetto a settembre ma in linea con le attese del mercato. Su base mensile la variazione è stata nulla, contro il +0,5% di settembre. Eliminando le oscillazioni più marcate – la cosiddetta versione trimmed mean – l’inflazione sale al +3,3%, tre decimi oltre le attese e uno in più rispetto a settembre. L’inflazione mediana ponderata calcolata dalla RBA sale al 3,4%, ben al di sopra del target della banca centrale.
Stati Uniti, ordini di beni durevoli in crescita a settembre ma a ritmo più lento.
Nel mese di settembre gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti sono saliti dello 0,5%, due decimi meglio delle attese, secondo mese di crescita consecutivo. Il contributo più significativo è arrivato però dal difesa, mentre si è registrato un forte calo degli ordini del settore trasporti. Gli ordini esclusa difesa e aerei, la proxy della propensione all’investimento delle aziende statunitensi, sono saliti dello 0,9% su base mensile, stesso risultato di agosto.
Stati Uniti, tassi medi sui mutui trentennali continuano a salire.
I tassi medi sui mutui trentennali a tasso fisso negli Stati Uniti sono saliti al 6,4%, il livello più alto da metà ottobre e il quarto aumento consecutivo. Nonostante il rincaro, le richieste di mutui sono cresciute leggermente, spinte soprattutto dagli acquisti di abitazioni, in forte rialzo, mentre le domande di rifinanziamento sono diminuite. Secondo Joel Kan della MBA, l’accessibilità resta un problema in molti mercati, motivo per cui i programmi di finanziamento governativi continuano ad attirare chi vuole comprare casa. Intanto, l’importo medio dei mutui per l’acquisto è sceso ai minimi degli ultimi due mesi.
Foto di Bruce Emmerling







