L’economia inglese rallenta il passo. A settembre il PIL è sceso dello 0,1% su base mensile, collezionando il terzo mese consecutivo senza crescita. Il terzo trimestre del 2025 si è chiuso con una crescita dello 0,1% rispetto al periodo precedente, in calo rispetto ai due trimestri precedenti e sotto le attese del mercato. Su base tendenziale la crescita si ferma al +1,3%, un decimo sotto le attese e terzo rilevamento in calo consecutivo.
A pesare sui dati la brusca frenata della produzione industriale, in larga parte indotta dal blocco della produzione – causa cyberattacco – di Jaguar e Land Rover. L’output è sceso del 2% su base mensile (-1,7% la manifattura), peggior dato dal gennaio del 2021. In positivo il settore servizi e quello delle costruzioni.
Una nota positiva arriva dai dati sulla produttività del lavoro. Nel terzo trimestre è salita dell’1,1% su base annua. La produzione per ora lavorata è superiore del 3,1% rispetto ai livelli pre-covid.
Australia, occupazione cresce oltre le attese a ottobre 2025.
In Australia l’occupazione a ottobre 2025 è salita oltre le attese e per il secondo mese consecutivo. I nuovi posti di lavoro sono stati 42,2 mila contro attese di +20 mila. Il tasso di disoccupazione è sceso di tre decimi rispetto al rilevamento precedente, fermandosi al 4,3%; un decimo meglio delle attese. Ad aumentare sono stati i contratti a tempo pieno; il tasso di partecipazione è rimasto stabile al 67%.
Oltre ad un mercato del lavoro che mostra segnali di salute, la banca centrale australiana può registrare anche aspettative di inflazione in calo, e questo nonostante i dati reali abbiamo mostrato un’accelerazione nella crescita dei prezzi a settembre. A novembre 2025 l’inflazione attesa a 12 mesi è scesa al 4,3%, minimo da agosto scorso.
Eurozona, produzione industriale cresce meno delle attese a settembre 2025.
A settembre 2025 la produzione industriale nell’area Euro è salita dello 0,2% su base mensile, cinque decimi in meno rispetto alle attese ma in controtendenza rispetto ad agosto. In calo la produzione di beni di consumo (durevoli e non), mentre sale la produzione del settore energia. A livello nazionale da registrare il dato positivo per l’Italia (+2,8%, meglio di Spagna, Francia e Germania) e la brusca frenata dell’output industriale irlandese (-9,4%). Su base tendenziale la produzione industriale dell’Eurozona conferma un tasso di crescita dell’1,2%, nettamente inferiore alle attese del mercato.
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