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World Energy Outlook 2025: l’Agenzia Internazionale per l’Energia rivede le prospettive sul petrolio
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World Energy Outlook 2025: l’Agenzia Internazionale per l’Energia rivede le prospettive sul petrolio

Il World Energy Outlook 2025 presenta un quadro più articolato e, per certi versi, più incerto rispetto alle edizioni precedenti. La reintroduzione del Current Policies Scenario riflette il riconoscimento che le traiettorie di transizione energetica non sono lineari e che fattori come il ritmo di adozione dei veicoli elettrici, le politiche energetiche nazionali e le dinamiche di mercato possono produrre risultati significativamente diversi nel medio-lungo termine.

L’edizione 2025 del World Energy Outlook dell’Agenzia Internazionale per l’Energia rappresenta un punto di svolta nell’analisi delle prospettive energetiche globali. Dopo cinque anni di assenza, il rapporto reintroduce il Current Policies Scenario, uno scenario che prospetta una crescita della domanda di petrolio fino alla metà del secolo, segnando un cambiamento significativo rispetto alle proiezioni degli ultimi anni.

Chi si rivede: il ritorno del Current Policies Scenario

La novità più rilevante di questa edizione riguarda la struttura degli scenari utilizzati dall’IEA. Se nell’edizione 2024 tutti e tre gli scenari esaminati prevedevano un picco o un calo della domanda di petrolio entro questo decennio, il rapporto 2025 reintroduce il Current Policies Scenario, uno scenario che considera esclusivamente le politiche e le regolamentazioni già in vigore e adotta una prospettiva cauta sulla velocità di diffusione delle nuove tecnologie energetiche.

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In questo scenario, la domanda globale di petrolio aumenterebbe del 13% entro il 2050, raggiungendo 113 milioni di barili al giorno. Si tratta di una proiezione che contrasta nettamente con le previsioni più recenti e che riflette una valutazione più conservativa delle dinamiche di transizione energetica.

Veicoli elettrici con il freno a mano tirato

Il fattore determinante dietro questa revisione è il rallentamento previsto nell’adozione dei veicoli elettrici. Nel Current Policies Scenario, la quota di veicoli elettrici sulle vendite totali di automobili si stabilizza intorno al 40% dopo il 2035, ben al di sotto dei livelli raggiunti negli altri scenari. Questo plateau nell’elettrificazione dei trasporti, combinato con la crescita della domanda nei settori petrolchimico, dell’aviazione e del trasporto merci pesante, sostiene la crescita continua della domanda di petrolio oltre gli anni Trenta.

Nello Stated Policies Scenario, che considera un ventaglio più ampio di politiche già annunciate, la situazione appare diversa. La quota di veicoli elettrici supera il 50% delle vendite entro il 2035, portando la domanda di petrolio a stabilizzarsi intorno al 2030 a 102 milioni di barili al giorno, prima di iniziare un lento declino. Anche in questo scenario, tuttavia, le proiezioni per i veicoli elettrici nelle economie avanzate sono state riviste al ribasso rispetto al rapporto dello scorso anno, in particolare per gli Stati Uniti.

I tre scenari a confronto

Il World Energy Outlook 2025 si articola su tre scenari principali. Il Current Policies Scenario e lo Stated Policies Scenario partono dalle condizioni attuali ed esaminano le conseguenze di diverse ipotesi sulle politiche energetiche. Il terzo, il Net Zero Emissions by 2050 Scenario, descrive invece un percorso prescrittivo per ridurre a zero le emissioni nette di anidride carbonica entro il 2050.

Nel Current Policies Scenario, la domanda mondiale di energia aumenta di 90 exajoule entro il 2035, pari a un incremento del 15% rispetto ai livelli attuali. Nello Stated Policies Scenario, l’aumento è più contenuto, circa 50 exajoule o l’8%. Queste differenze riflettono non solo scelte diverse nel mix energetico, ma anche variazioni nell’efficienza tecnica di apparecchiature e sistemi.

Per quanto riguarda le emissioni, i tre scenari delineano traiettorie molto diverse. Nel Current Policies Scenario, le emissioni rimangono sostanzialmente stabili intorno ai livelli record del 2024 (38 gigatonnellate), conducendo a un aumento della temperatura di quasi 3 gradi Celsius entro il 2100. Nello Stated Policies Scenario, le emissioni scendono sotto le 30 gigatonnellate entro la metà del secolo, limitando il riscaldamento a circa 2,5 gradi. Nel Net Zero Scenario, il picco di riscaldamento supera comunque 1,5 gradi intorno al 2050, per poi rientrare sotto questa soglia entro fine secolo grazie a massicci interventi di rimozione del carbonio dall’atmosfera.

Un nuovo protagonista: il gas naturale liquefatto

Un altro elemento significativo del rapporto riguarda il mercato del gas naturale liquefatto. Le decisioni di investimento finali per nuovi progetti GNL sono aumentate notevolmente nel 2025, promettendo un’ondata di nuova offerta nei prossimi anni. Circa 300 miliardi di metri cubi di nuova capacità annuale di esportazione di GNL dovrebbero entrare in funzione entro il 2030, un aumento del 50% rispetto all’offerta globale disponibile. Metà di questa capacità è in costruzione negli Stati Uniti, un ulteriore 20% in Qatar.

Nello Stated Policies Scenario, Europa e Cina, le principali destinazioni del GNL nell’ultimo decennio, assorbiranno parte dei nuovi volumi, ma lo spazio di crescita appare limitato dalla continua espansione delle energie rinnovabili, dell’energia nucleare in alcuni paesi e delle politiche di efficienza energetica. Il risultato è un eccesso di offerta di circa 65 miliardi di metri cubi nel 2030. Nel Current Policies Scenario, invece, un ritmo più lento nelle transizioni energetiche vede maggiori flussi di GNL verso Cina ed Europa, assorbendo completamente l’ondata di nuova offerta e mantenendo i prezzi più elevati.

Come cambia la geografia della domanda energetica

Il rapporto evidenzia uno spostamento significativo nel baricentro della domanda energetica globale. Le dinamiche di mercato sono sempre più determinate da un gruppo di economie emergenti, guidate da India e Sud-est asiatico, con la partecipazione di paesi in Medio Oriente, America Latina e Africa. Queste economie raccolgono il testimone dalla Cina, che dal 2010 ha rappresentato più della metà della crescita della domanda globale di petrolio e gas e il 60% della crescita della domanda di elettricità.

Un dato interessante riguarda la distribuzione geografica della crescita della domanda energetica: entro il 2035, l’80% dell’aumento del consumo energetico si verificherà in regioni con elevata irradiazione solare. Si tratta di un contrasto netto rispetto al decennio passato, quando le regioni con irradiazione solare media o bassa hanno guidato metà della crescita. Questo fattore contribuisce a spiegare la rapida adozione delle tecnologie solari in tutti gli scenari.

L’era dell’elettricità

Un elemento comune a tutti gli scenari è la crescita molto più rapida della domanda di elettricità rispetto al consumo energetico complessivo. La domanda di elettricità aumenta di circa il 40% entro il 2035 sia nel Current Policies Scenario che nello Stated Policies Scenario, e di oltre il 50% nel Net Zero Scenario. La crescita proviene in proporzioni variabili da elettrodomestici e condizionatori, manifattura avanzata, mobilità elettrica, data center e riscaldamento elettrificato.

Le energie rinnovabili, guidate dal solare fotovoltaico, continuano a crescere più rapidamente di qualsiasi altra fonte energetica principale in tutti gli scenari. Anche nel Current Policies Scenario, dove affrontano ostacoli maggiori, le rinnovabili soddisfano comunque la quota maggiore della crescita della domanda energetica totale, seguite da gas naturale e petrolio. La Cina rimane il più grande mercato per le rinnovabili, rappresentando il 45-60% della diffusione globale nei prossimi dieci anni.

Le sfide della sicurezza energetica

Il rapporto dedica particolare attenzione alle nuove dimensioni della sicurezza energetica. Ai rischi tradizionali che riguardano l’approvvigionamento di petrolio e gas si aggiungono ora vulnerabilità in altre aree, in particolare nelle catene di approvvigionamento dei minerali critici. Il rischio principale è rappresentato da livelli elevati di concentrazione del mercato: un singolo paese è il principale raffinatore per 19 dei 20 minerali strategici legati all’energia, con una quota di mercato media di circa il 70%. Questi minerali sono vitali per le reti elettriche, le batterie e i veicoli elettrici, ma svolgono anche un ruolo cruciale nei chip per l’intelligenza artificiale, nei motori a reazione, nei sistemi di difesa e in altre industrie strategiche.

Il rapporto sottolinea che promuovere catene di approvvigionamento più diversificate e resilienti per i minerali critici richiederà uno sforzo politico concertato. Le sole forze di mercato non saranno sufficienti. L’analisi dei progetti annunciati suggerisce che invertire questo processo di concentrazione sarà lento, particolarmente nel Current Policies Scenario dove una domanda più debole di minerali si traduce in prezzi più bassi che favoriscono i produttori esistenti con costi inferiori.

Foto di SnapwireSnaps

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